Nella memoria viene proposto il confronto fra strategie di adeguamento sismico, per isolamento alla base oppure per controventamento dissipativo, di serbatoi idrici posti su strutture di sostegno in c.a. di differenti caratteristiche geometriche e di schema statico. La scelta delle soluzioni esaminate e la valutazione della loro efficacia sono correlate non solo alla deformabilità del supporto, ma anche alla rilevanza storico-architettonica delle opere, per le quali è imposto di minimizzare gli interventi sugli elementi costituenti. I casi di studio assunti a riferimento rappresentano esempi di particolare pregio sotto questo profilo, realizzati a Firenze nella prima metà del Novecento. In particolare, essi consistono nei due serbatoi del rifornitore idrico della Stazione ferroviaria S. Maria Novella e quello dell'area dell'ex ospedale psichiatrico di S. Salvi. Dei primi due, edificati nel periodo che va dal 1927 al 1935, il primo presenta una struttura di sostegno relativamente tozza, a setto continuo cilindrico, mentre il secondo è portato da un telaio snello con pianta circolare. Il terzo serbatoio esaminato, costruito nel 1905, ha una struttura di sostegno a telaio simile a quella del secondo, ma dotata di diagonali di controvento con unica inclinazione, tale da determinare una configurazione asimmetrica nei confronti dell'azione sismica. Per ciascun caso di studio viene discussa e dettagliata la scelta della soluzione d'intervento proposta, d'isolamento alla base per il primo ed il terzo, e di controventamento dissipativo per il secondo.

Adeguamento sismico di serbatoi su strutture di sostegno: strategie a confronto

SORACE, Stefano;
2019

Abstract

Nella memoria viene proposto il confronto fra strategie di adeguamento sismico, per isolamento alla base oppure per controventamento dissipativo, di serbatoi idrici posti su strutture di sostegno in c.a. di differenti caratteristiche geometriche e di schema statico. La scelta delle soluzioni esaminate e la valutazione della loro efficacia sono correlate non solo alla deformabilità del supporto, ma anche alla rilevanza storico-architettonica delle opere, per le quali è imposto di minimizzare gli interventi sugli elementi costituenti. I casi di studio assunti a riferimento rappresentano esempi di particolare pregio sotto questo profilo, realizzati a Firenze nella prima metà del Novecento. In particolare, essi consistono nei due serbatoi del rifornitore idrico della Stazione ferroviaria S. Maria Novella e quello dell'area dell'ex ospedale psichiatrico di S. Salvi. Dei primi due, edificati nel periodo che va dal 1927 al 1935, il primo presenta una struttura di sostegno relativamente tozza, a setto continuo cilindrico, mentre il secondo è portato da un telaio snello con pianta circolare. Il terzo serbatoio esaminato, costruito nel 1905, ha una struttura di sostegno a telaio simile a quella del secondo, ma dotata di diagonali di controvento con unica inclinazione, tale da determinare una configurazione asimmetrica nei confronti dell'azione sismica. Per ciascun caso di studio viene discussa e dettagliata la scelta della soluzione d'intervento proposta, d'isolamento alla base per il primo ed il terzo, e di controventamento dissipativo per il secondo.
978-886741-8541
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