Il testo propone una riflessione sulla riscoperta dei paesaggi della prima guerra mondiale attraverso immagini e racconti. L'educazione a 'vedere' è considerata punto di partenza per un buon progetto. Riuscire a vedere comporta la necessità di mettere in relazione differenti livelli e tipi di lettura, al fine di riconoscere quanto e come “natura e cultura hanno interagito nei processi di costruzione del paesaggio e nelle pratiche sociali con le quali quel paesaggio è stato interpretato e utilizzato” e di individuare quali tecniche di rappresentazione consentano di restituire tale complessità. Le immagini costituiscono uno degli elementi che permettono di far emergere frammenti di verità, ma al contempo di suscitare stati d’animo. L’occhio strategico dell’architetto deve essere utilizzato nell’esercizio paziente del guardare, osservare e vedere per poter scoprire, immaginare, inventare e infine creare. Un lavoro di osservazione inteso come inizio e parte del lavoro progettuale, per accumulare esperienze alle quali potersi riferire nel progetto, per assimilare e appropriarsi di “frammenti di verità”, per allenare l’occhio e la mente.

Con occhi di straniero. Riscoprire il paesaggio attraverso immagini e racconti della Grande Guerra

C. Pirina
2016

Abstract

Il testo propone una riflessione sulla riscoperta dei paesaggi della prima guerra mondiale attraverso immagini e racconti. L'educazione a 'vedere' è considerata punto di partenza per un buon progetto. Riuscire a vedere comporta la necessità di mettere in relazione differenti livelli e tipi di lettura, al fine di riconoscere quanto e come “natura e cultura hanno interagito nei processi di costruzione del paesaggio e nelle pratiche sociali con le quali quel paesaggio è stato interpretato e utilizzato” e di individuare quali tecniche di rappresentazione consentano di restituire tale complessità. Le immagini costituiscono uno degli elementi che permettono di far emergere frammenti di verità, ma al contempo di suscitare stati d’animo. L’occhio strategico dell’architetto deve essere utilizzato nell’esercizio paziente del guardare, osservare e vedere per poter scoprire, immaginare, inventare e infine creare. Un lavoro di osservazione inteso come inizio e parte del lavoro progettuale, per accumulare esperienze alle quali potersi riferire nel progetto, per assimilare e appropriarsi di “frammenti di verità”, per allenare l’occhio e la mente.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11390/1219167
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