L'articolo dimostra come nella scrittura del romanziere francofono marocchino A. Serhane le categorie temporali e le strutture topologiche riflettano, accanto al lessico oltraggioso e profanorio dei suoi discorsi diretti e alla polifonia dei suoi pastiches e delle sue parodie, la sua volontà di smantellare tabù e autoritarismi secolari e inviolabili. La riflessione proposta mette in luce come, in questo combattimento contro l'ordine e le regole imposte, il "sacro", nel suo valore di trascendenza, di universalità, di "cosmos" organizzatore del mondo, sia introdotto nella narrazione serhaniana soltanto come oggetto di un doppio gioco enunciativo provocatorio e corrosivo o per essere annullato nei limiti e nel disordine della vita materiale finita. Il rinvio all'analisi fenomenologica e simbolica dell'esperienza religiosa proposta Mircea Eliade (Le sacré et le profane, ...) percorre la lettura del romanzo "Le Deuil des chiens" e consente di far emergere la dimensione uniformente profana e amorfa dello spazio e del tempo che inquadrano la celebrazione della morte, in un universo simbolico completamente privo di ogni ierofania.

L'écriture comme arme de combat : quelques formes de profanation dans l'oeuvre romanesque d'Abdelhak Serhane

TODESCO, Francesca
2005-01-01

Abstract

L'articolo dimostra come nella scrittura del romanziere francofono marocchino A. Serhane le categorie temporali e le strutture topologiche riflettano, accanto al lessico oltraggioso e profanorio dei suoi discorsi diretti e alla polifonia dei suoi pastiches e delle sue parodie, la sua volontà di smantellare tabù e autoritarismi secolari e inviolabili. La riflessione proposta mette in luce come, in questo combattimento contro l'ordine e le regole imposte, il "sacro", nel suo valore di trascendenza, di universalità, di "cosmos" organizzatore del mondo, sia introdotto nella narrazione serhaniana soltanto come oggetto di un doppio gioco enunciativo provocatorio e corrosivo o per essere annullato nei limiti e nel disordine della vita materiale finita. Il rinvio all'analisi fenomenologica e simbolica dell'esperienza religiosa proposta Mircea Eliade (Le sacré et le profane, ...) percorre la lettura del romanzo "Le Deuil des chiens" e consente di far emergere la dimensione uniformente profana e amorfa dello spazio e del tempo che inquadrano la celebrazione della morte, in un universo simbolico completamente privo di ogni ierofania.
2005
978-9973-844-58-3
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11390/1264785
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