Il progetto muove dal riconoscimento delle ragioni insediative e costruttive di Villa Adriana, e dal carattere distintivo del paesaggio dell’Aniene. Villa Adriana viene intesa come un operazione artificiale di scavo e contenimento che, come nelle altre ville antiche di Tivoli, ha trasformato l’andamento naturale del terreno in suolo dell'architettura. Il paesaggio dell’Aniene viene inteso come una sequenza di "stanze del sublime", dove la natura (piante e acqua) si impone sulla geometria delle architetture e dei giardini, rendendo a essa consustanziali fabbriche e ruderi. L'itinerario della pista ciclabile si caratterizza, a partire da queste premesse, come un percorso museale en plein air, articolato nella sequenza di "stanze" che si rendono definite attraverso l'esercizio della riscrittura, procedimento che le rivela nel loro valore formale e come figure: la sequenza delle viste-fotogrammi e l'esperienza diretta degli oggetti sollecita la memoria, o meglio la "risalita nel tempo". Il nuovo insediamento presso il complesso di Villa Adriana assume gli assi ordinatori desunti dalle "istruzioni" di Pirro Ligorio e l'intuizione di Charles-Louis Boussois, che nel 1912 ipotizzava gli Inferi di Villa Adriana come conclusione di un viale rettilineo condotto a inserirsi nel suolo.

Progetto per la Grande Villa Adriana

Giovanni Comi;
2018-01-01

Abstract

Il progetto muove dal riconoscimento delle ragioni insediative e costruttive di Villa Adriana, e dal carattere distintivo del paesaggio dell’Aniene. Villa Adriana viene intesa come un operazione artificiale di scavo e contenimento che, come nelle altre ville antiche di Tivoli, ha trasformato l’andamento naturale del terreno in suolo dell'architettura. Il paesaggio dell’Aniene viene inteso come una sequenza di "stanze del sublime", dove la natura (piante e acqua) si impone sulla geometria delle architetture e dei giardini, rendendo a essa consustanziali fabbriche e ruderi. L'itinerario della pista ciclabile si caratterizza, a partire da queste premesse, come un percorso museale en plein air, articolato nella sequenza di "stanze" che si rendono definite attraverso l'esercizio della riscrittura, procedimento che le rivela nel loro valore formale e come figure: la sequenza delle viste-fotogrammi e l'esperienza diretta degli oggetti sollecita la memoria, o meglio la "risalita nel tempo". Il nuovo insediamento presso il complesso di Villa Adriana assume gli assi ordinatori desunti dalle "istruzioni" di Pirro Ligorio e l'intuizione di Charles-Louis Boussois, che nel 1912 ipotizzava gli Inferi di Villa Adriana come conclusione di un viale rettilineo condotto a inserirsi nel suolo.
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