Gli studi sulla didattica dell’italiano come seconda lingua (L2) si interrogano raramente sulle metodologie da adottare nel caso in cui l’apprendente di italiano L2 sia sordo. Per il caso italiano, i pochi studi condotti finora su questo gruppo sociale riguardano soprattutto minori inseriti nel circuito scolastico (Bonanno et al., 2013; Trovato, 2013) mentre poco o nulla è stato fatto per affrontare il caso di persone sorde straniere maggiorenni. Negli ultimi anni, l’aumento di arrivi di adulti sordi stranieri ha reso evidente la necessità di affrontare l’argomento da una prospettiva maggiormente strutturata e approfondita. Le esperienze riportate – già presentate in De Monte (2016) - si basano sul lavoro condotto in seno all’Istituto Statale per Sordi di Roma a partire dal 2013, in collaborazione con Cooperativa Programma Integra e Associazione Passaparola Italia.
STRANIERI SORDI ADULTI E DIDATTICA DELLITALIANO PARLATO: IL RUOLO DELLA LINGUA DEI SEGNI
Maria Tagarelli De Monte
Primo
Writing – Original Draft Preparation
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2016-01-01
Abstract
Gli studi sulla didattica dell’italiano come seconda lingua (L2) si interrogano raramente sulle metodologie da adottare nel caso in cui l’apprendente di italiano L2 sia sordo. Per il caso italiano, i pochi studi condotti finora su questo gruppo sociale riguardano soprattutto minori inseriti nel circuito scolastico (Bonanno et al., 2013; Trovato, 2013) mentre poco o nulla è stato fatto per affrontare il caso di persone sorde straniere maggiorenni. Negli ultimi anni, l’aumento di arrivi di adulti sordi stranieri ha reso evidente la necessità di affrontare l’argomento da una prospettiva maggiormente strutturata e approfondita. Le esperienze riportate – già presentate in De Monte (2016) - si basano sul lavoro condotto in seno all’Istituto Statale per Sordi di Roma a partire dal 2013, in collaborazione con Cooperativa Programma Integra e Associazione Passaparola Italia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.