II futurista modenese Piero Gigli e la matura Sibilla Aleramo s'incontrano sullo sfondo della Milano del 1917, negli ambienti artistici e letterari (la Casa Rossa di Corso Venezia, la dimora di Margherita Sarfatti), in cui il ventenne Gigli, reduce dal fronte, è stato introdotto da Marinetti, conosciuto all’ospedale militare di Udine. La corrispondenza superstite, assieme a pagine di memorie di Gigli, attesta le aspettative di chi, attratto dalla spregiudicatezza dei comportamenti dell'affermata scrittrice, aspirava, anche per suo tramite, alla consacrazione artistica; dall’altro, un incapricciamento iniziale, presto raffreddato dall'estraneità dell'alessandrina ad ogni sperimentalismo e, di più, dal turbinio di tentazioni che la rendevano decisamente volubile nelle relazioni.
Sibilla Aleramo e Piero Gigli: un carteggio
Renzo Rabboni
2025-01-01
Abstract
II futurista modenese Piero Gigli e la matura Sibilla Aleramo s'incontrano sullo sfondo della Milano del 1917, negli ambienti artistici e letterari (la Casa Rossa di Corso Venezia, la dimora di Margherita Sarfatti), in cui il ventenne Gigli, reduce dal fronte, è stato introdotto da Marinetti, conosciuto all’ospedale militare di Udine. La corrispondenza superstite, assieme a pagine di memorie di Gigli, attesta le aspettative di chi, attratto dalla spregiudicatezza dei comportamenti dell'affermata scrittrice, aspirava, anche per suo tramite, alla consacrazione artistica; dall’altro, un incapricciamento iniziale, presto raffreddato dall'estraneità dell'alessandrina ad ogni sperimentalismo e, di più, dal turbinio di tentazioni che la rendevano decisamente volubile nelle relazioni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


