Le Grandi Terme di Aquileia sono uno degli edifici pubblici più vasti della città tardoantica e furono costruite per volere imperiale con un notevole impegno economico, come dimostrano le tecniche edilizie ricercate e il lusso della decorazione. Le indagini dell’Università di Udine hanno rivelato che le terme hanno avuto una lunga storia tra i primi decenni del IV e la fine del V secolo, ed una ancor più lunga vicenda dopo la loro dismissione finale, con importanti fasi di riuso e di spoliazione nel corso del Medioevo e nei primi secoli dell’era moderna. Anche se molti dei materiali impiegati per la loro costruzione furono importati o fabbricati appositamente, le loro enormi dimensioni richiesero un’ingente massa di marmi e pietre per elementi architettonici e rivestimenti, di frammenti di scarto da utilizzare come inerti o da cuocere per ottenerne calce. Perciò esse si rivelano anche una testimonianza significativa della procedura del reimpiego così comune nella città tardoantica e nei secoli successivi. In questa sede si presenta lo stato dell’arte sulla documentazione resa disponibile dagli studi condotti in passato, in parte rivista alla luce dei più recenti dati sulla storia dell’edificio e del suo riuso, dedicando attenzione anche al reimpiego di materiali non lapidei, come ad esempio laterizi e anfore.
Riuso dell’edificio e reimpieghi di materiali alle Grandi Terme di Aquileia: lo stato della questione
Matteo Cadario;Marina Rubinich
2025-01-01
Abstract
Le Grandi Terme di Aquileia sono uno degli edifici pubblici più vasti della città tardoantica e furono costruite per volere imperiale con un notevole impegno economico, come dimostrano le tecniche edilizie ricercate e il lusso della decorazione. Le indagini dell’Università di Udine hanno rivelato che le terme hanno avuto una lunga storia tra i primi decenni del IV e la fine del V secolo, ed una ancor più lunga vicenda dopo la loro dismissione finale, con importanti fasi di riuso e di spoliazione nel corso del Medioevo e nei primi secoli dell’era moderna. Anche se molti dei materiali impiegati per la loro costruzione furono importati o fabbricati appositamente, le loro enormi dimensioni richiesero un’ingente massa di marmi e pietre per elementi architettonici e rivestimenti, di frammenti di scarto da utilizzare come inerti o da cuocere per ottenerne calce. Perciò esse si rivelano anche una testimonianza significativa della procedura del reimpiego così comune nella città tardoantica e nei secoli successivi. In questa sede si presenta lo stato dell’arte sulla documentazione resa disponibile dagli studi condotti in passato, in parte rivista alla luce dei più recenti dati sulla storia dell’edificio e del suo riuso, dedicando attenzione anche al reimpiego di materiali non lapidei, come ad esempio laterizi e anfore.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
2025. Cadario, Rubinich, Riuso dell_edificio e reimpieghi.pdf
non disponibili
Descrizione: pdf dell'articolo compresi copertina e indice
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Non pubblico
Dimensione
7.57 MB
Formato
Adobe PDF
|
7.57 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


