Il modo in cui parliamo degli oggetti fittizi nel linguaggio di tutti i giorni sembra presupporre delle intuizioni che sono fra loro incoerenti. Diciamo, ad esempio, che Sherlock Holmes non esiste, ma anche che è un detective, oppure che è un personaggio creato da Conan Doyle. In questo libro propongo una teoria realista degli oggetti fittizi formulata utilizzando le risorse concettuali attinte dalla tradizione neo-aristotelica analitica contemporanea con l’obiettivo di conciliare le nostre intuizioni contrastanti relative a Sherlock Holmes ed alle entità fittizie in genere. Nello specifico, la mia teoria si propone come una nuova versione dell’artefattualismo, la posizione per cui gli oggetti fittizi sarebbero artefatti astratti, declinato secondo i principi dell’amorfismo, ovvero una recente riformulazione dell’ilemorfismo proposta da Simon Evnine.
Di cos'è fatto un personaggio? : una prospettiva neo-aristotelica sugli oggetti fittizi Title
Manuele Dozzi
2020-01-01
Abstract
Il modo in cui parliamo degli oggetti fittizi nel linguaggio di tutti i giorni sembra presupporre delle intuizioni che sono fra loro incoerenti. Diciamo, ad esempio, che Sherlock Holmes non esiste, ma anche che è un detective, oppure che è un personaggio creato da Conan Doyle. In questo libro propongo una teoria realista degli oggetti fittizi formulata utilizzando le risorse concettuali attinte dalla tradizione neo-aristotelica analitica contemporanea con l’obiettivo di conciliare le nostre intuizioni contrastanti relative a Sherlock Holmes ed alle entità fittizie in genere. Nello specifico, la mia teoria si propone come una nuova versione dell’artefattualismo, la posizione per cui gli oggetti fittizi sarebbero artefatti astratti, declinato secondo i principi dell’amorfismo, ovvero una recente riformulazione dell’ilemorfismo proposta da Simon Evnine.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


