La ricerca delle sorgenti di un fiume, qualsiasi sia la sua portata, lunghezza, storia, è uno dei topoi geografico-letterari maggiormente affascinanti e utilizzati. Il viaggio verso le sorgenti ha rappresentato un’avventura che di volta in volta poteva essere animata dai più nobili fini scientifico-letterari tanto quanto dalle peggiori intenzioni colonialiste, di becero arricchimento economico o di tracotanza classificatoria. In qualsiasi caso la sorgente è un archetipo sia geografico che letterario, consegnato ai posteri in modo plastico da Claudio Magris in Danubio in cui lo scrittore triestino con mirabile ironica precisione inquadra la questione scrivendo “Qui nasce il ramo principale del Danubio, dice quella targa presso la sorgente della Breg. Nonostante questa dichiarazione lapidaria, il plurisecolare dibattito sulle fonti del Danubio è tutt’ora acceso ed è anzi responsabile di vivaci contese fra le città di Furtwangen e di Donaueschingen” . Pian piano emerge il punto: e cioè che le sorgenti sono una pretesa. Servono a dare certezza, conferire un inizio a qualcosa che in realtà muta sempre e perde di continuo la sua identità per acquistarne un’altra, anche in base alle stagioni, a volte. La pretesa è quella di trovare, collocare e mappare e in qualche modo la scoperta delle sorgenti ha a che fare con un altro mito quello delle origini. Tutto sta a intendersi sul significato di ‘sorgenti’ e di conseguenza di ‘origini’ quando parliamo di un corso d’acqua. Semplicemente l’inizio? O si allude alle ‘cause’ e al ‘come’? Sulla scorta di queste considerazioni e dalla particolare situazione che si era creata nell’estate del 2020 decidemmo assieme ad un amico fotografo di intraprendere un piccolo esperimento. Si trattava di camminare ed esplorare il paesaggio dell’area prospiciente i margini della laguna di Grado e Marano, assecondando il corso dei fiumi che qui vi si immettevano, e infine, una volta incrociata la foce dello Stella all’altezza dell’idrovora Fraida, risalirne il corso alla ricerca delle sorgenti.

Un piccolo esperimento geografico: viaggio alla ricerca delle sorgenti dello Stella

Francesco Visentin
2025-01-01

Abstract

La ricerca delle sorgenti di un fiume, qualsiasi sia la sua portata, lunghezza, storia, è uno dei topoi geografico-letterari maggiormente affascinanti e utilizzati. Il viaggio verso le sorgenti ha rappresentato un’avventura che di volta in volta poteva essere animata dai più nobili fini scientifico-letterari tanto quanto dalle peggiori intenzioni colonialiste, di becero arricchimento economico o di tracotanza classificatoria. In qualsiasi caso la sorgente è un archetipo sia geografico che letterario, consegnato ai posteri in modo plastico da Claudio Magris in Danubio in cui lo scrittore triestino con mirabile ironica precisione inquadra la questione scrivendo “Qui nasce il ramo principale del Danubio, dice quella targa presso la sorgente della Breg. Nonostante questa dichiarazione lapidaria, il plurisecolare dibattito sulle fonti del Danubio è tutt’ora acceso ed è anzi responsabile di vivaci contese fra le città di Furtwangen e di Donaueschingen” . Pian piano emerge il punto: e cioè che le sorgenti sono una pretesa. Servono a dare certezza, conferire un inizio a qualcosa che in realtà muta sempre e perde di continuo la sua identità per acquistarne un’altra, anche in base alle stagioni, a volte. La pretesa è quella di trovare, collocare e mappare e in qualche modo la scoperta delle sorgenti ha a che fare con un altro mito quello delle origini. Tutto sta a intendersi sul significato di ‘sorgenti’ e di conseguenza di ‘origini’ quando parliamo di un corso d’acqua. Semplicemente l’inizio? O si allude alle ‘cause’ e al ‘come’? Sulla scorta di queste considerazioni e dalla particolare situazione che si era creata nell’estate del 2020 decidemmo assieme ad un amico fotografo di intraprendere un piccolo esperimento. Si trattava di camminare ed esplorare il paesaggio dell’area prospiciente i margini della laguna di Grado e Marano, assecondando il corso dei fiumi che qui vi si immettevano, e infine, una volta incrociata la foce dello Stella all’altezza dell’idrovora Fraida, risalirne il corso alla ricerca delle sorgenti.
2025
978-88-7636-453-2
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11390/1319043
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