Il contributo analizza la sperimentazione didattica promossa presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano tra la fine degli anni sessanta e la metà degli anni settanta, in un contesto segnato da profonde trasformazioni culturali e sociali. In questo quadro, le mostre “Per quale Milano” (1973), “Mostra crescente sulla città” (1974) e “La città ostile” (1976) rappresentano espressioni emblematiche di una didattica alternativa, fondata su paradigmi partecipativi, interdisciplinari e critici. Tali esposizioni, nate all’interno dei laboratori sperimentali, visualizzavano le riflessioni teoriche e i percorsi di ricerca maturati negli anni precedenti, traducendo l’istanza di una conoscenza attiva e socialmente impegnata. L’analisi di queste esperienze, integrata dal riferimento a iniziative come il seminario Strumenti della cultura marxista per la critica architettonica e urbanistica, permette di mettere in luce il tentativo di ridefinire il rapporto tra sapere accademico, prassi politica e trasformazione urbana, delineando un paradigma educativo innovativo e fortemente connesso alla realtà contemporanea.
La Sperimentazione didattica “visualizzata”. Riflessioni sulla città in una serie di mostre alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano
andrea capriolo
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza la sperimentazione didattica promossa presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano tra la fine degli anni sessanta e la metà degli anni settanta, in un contesto segnato da profonde trasformazioni culturali e sociali. In questo quadro, le mostre “Per quale Milano” (1973), “Mostra crescente sulla città” (1974) e “La città ostile” (1976) rappresentano espressioni emblematiche di una didattica alternativa, fondata su paradigmi partecipativi, interdisciplinari e critici. Tali esposizioni, nate all’interno dei laboratori sperimentali, visualizzavano le riflessioni teoriche e i percorsi di ricerca maturati negli anni precedenti, traducendo l’istanza di una conoscenza attiva e socialmente impegnata. L’analisi di queste esperienze, integrata dal riferimento a iniziative come il seminario Strumenti della cultura marxista per la critica architettonica e urbanistica, permette di mettere in luce il tentativo di ridefinire il rapporto tra sapere accademico, prassi politica e trasformazione urbana, delineando un paradigma educativo innovativo e fortemente connesso alla realtà contemporanea.| File | Dimensione | Formato | |
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