Un quaderno che tocca i cuori di Emilio Celotti Presidente Unione ex allievi della Scuola di Viticoltura e di Enologia di Conegliano Il messaggio culturale che GO25 trasmette è molto profondo e colpisce aspetti sociali, etici, di civile convivenza tra i popoli oltre ogni confine. È un evento che semplicemente ricorda che in questa terra di confine, popoli, culture, attività produttive hanno da sempre collaborato per un fine comune, convivenza civile. Un messaggio che dove toccare nel profondo gli animi di tutti e far si che amicizia e fratellanza tra i popoli regnino e siano il propulsore della nostra vita. Non è un caso se al primo posto delle attività dell’Unione ex allievi, riportate nello statuto si recita “promuovere, accrescere e conservare tra gli ex allievi vincoli cordiali di amicizia e colleganza”, una mission densa di significati, che riguarda una associazione rappresentata in tutto il mondo con circa 6000 ex allievi che hanno e che stanno diffondendo oltre alle conoscenze nobili della tecnica viticola ed enologica anche solidi principi di convivenza tra i popoli. Sono fiero di rappresentare una associazione che guarda oltre gli aspetti tecnici e pragmatici della professione dell’enologo e del viticoltore, ogni associazione culturale come senza fini di lucro, deve operare nel settore specifico anche con attenzione agli aspetti culturali, rievocando momenti storici che hanno segnato i diversi contesti territoriali. Nello specifico nelle terre transfrontaliere tra Gorizia e Nova Goriça i tecnici hanno saputo realizzare attività agricole importanti, accompagnando lo sviluppo del territorio in momenti storici anche difficili, inoltre hanno avuto la forza e il coraggio di operare senza guardare al confine come elemento di separazione ma come opportunità di incontro culturale tra i popoli e far si che le differenze diventino opportunità di arricchimento culturale. Il ruolo della viticoltura è significativo se pensiamo che da sempre il tecnico è oltre ogni confine, e nel caso del Collio – Brda, la natura ha plasmato una zona viticola tra le più importanti e riconosciute a livello nazionale e internazionale che unisce da sempre i territori Italiano e Sloveno, a conferma che il la vite e il vino uniscono e non dividono. La storia ci insegna che da sempre ogni momento di socialità dell’uomo è accompagnato da un calice di vino. Un vino del Collio è un vino transfrontaliero, sarà quindi compito dei tecnici portare assieme al calice di vino anche i valori culturali in esso contenuti. Come tecnici e ex allievi dobbiamo mantenere questi importanti valori sempre accompagnati dalla nostra operatività che va oltre l’aspetto puramente tecnico ma riguarda la sfera culturale che non deve avere confini. Dobbiamo essere ambasciatori con il vino di unione e pace tra i popoli, messaggio che ho espresso nell’ultimo editoriale della nostra rivista, facciamo del vino un ambasciatore di pace, ne abbiamo veramente bisogno. Abbiamo globalizzato l’economia, dovremo fare la stessa cosa eliminando confini e barriere, non è semplice ma dovremmo sempre essere animati da uno spirito di convivenza e fratellanza. Il presente quaderno, filiazione della nostra rivista, racconta il ruolo dei tecnici e dei lavoratori nella terra di confine all’estremità del nord-est, evocando tratti di storia e cultura che hanno accompagnato gli anni passati fino ad arrivare alla prestigiosa nomina di Gorizia e Nova Goriça capitali europee della cultura 2025. Permettetemi di andare un po' indietro con gli anni a andare al 1973 quando amministratori lungimiranti firmarono un gemellaggio tra il comune di San Vendemiano, vicinissimo a Conegliano, terra viticola storica da sempre conosciuta nel mondo enologico per il Prosecco, e Nova Goriça; fu no dei primi gemellaggi italiani. Originario di San Vendemiano ho partecipato da scolaro a scambi culturali con i colleghi di Nova Goriça, momenti indimenticabili trascorsi nelle scuole e nelle famiglie oltre confine che hanno insegnato molto, a dimostrazione che guardare oltre i confini non solo per aspetti economici ma soprattutto per aspetti culturali e sociali che toccano nel profondo del cuore è possibile. Ringrazio il direttore della nostra Rivista, Sergio Tazzer, per avere avuto l’idea di scrivere questo quaderno che rappresenta un tassello importante delle attività dell’Unione ex allievi di Conegliano. In questo momento di incertezza globale a livello geo politico questo quaderno vuole essere un segno che se ci sono coraggio e speranza si può andare avanti oltre ogni confine.

Gorizia, un calice di cultura e di savoir-vivre

Celotti Emilio
2025-01-01

Abstract

Un quaderno che tocca i cuori di Emilio Celotti Presidente Unione ex allievi della Scuola di Viticoltura e di Enologia di Conegliano Il messaggio culturale che GO25 trasmette è molto profondo e colpisce aspetti sociali, etici, di civile convivenza tra i popoli oltre ogni confine. È un evento che semplicemente ricorda che in questa terra di confine, popoli, culture, attività produttive hanno da sempre collaborato per un fine comune, convivenza civile. Un messaggio che dove toccare nel profondo gli animi di tutti e far si che amicizia e fratellanza tra i popoli regnino e siano il propulsore della nostra vita. Non è un caso se al primo posto delle attività dell’Unione ex allievi, riportate nello statuto si recita “promuovere, accrescere e conservare tra gli ex allievi vincoli cordiali di amicizia e colleganza”, una mission densa di significati, che riguarda una associazione rappresentata in tutto il mondo con circa 6000 ex allievi che hanno e che stanno diffondendo oltre alle conoscenze nobili della tecnica viticola ed enologica anche solidi principi di convivenza tra i popoli. Sono fiero di rappresentare una associazione che guarda oltre gli aspetti tecnici e pragmatici della professione dell’enologo e del viticoltore, ogni associazione culturale come senza fini di lucro, deve operare nel settore specifico anche con attenzione agli aspetti culturali, rievocando momenti storici che hanno segnato i diversi contesti territoriali. Nello specifico nelle terre transfrontaliere tra Gorizia e Nova Goriça i tecnici hanno saputo realizzare attività agricole importanti, accompagnando lo sviluppo del territorio in momenti storici anche difficili, inoltre hanno avuto la forza e il coraggio di operare senza guardare al confine come elemento di separazione ma come opportunità di incontro culturale tra i popoli e far si che le differenze diventino opportunità di arricchimento culturale. Il ruolo della viticoltura è significativo se pensiamo che da sempre il tecnico è oltre ogni confine, e nel caso del Collio – Brda, la natura ha plasmato una zona viticola tra le più importanti e riconosciute a livello nazionale e internazionale che unisce da sempre i territori Italiano e Sloveno, a conferma che il la vite e il vino uniscono e non dividono. La storia ci insegna che da sempre ogni momento di socialità dell’uomo è accompagnato da un calice di vino. Un vino del Collio è un vino transfrontaliero, sarà quindi compito dei tecnici portare assieme al calice di vino anche i valori culturali in esso contenuti. Come tecnici e ex allievi dobbiamo mantenere questi importanti valori sempre accompagnati dalla nostra operatività che va oltre l’aspetto puramente tecnico ma riguarda la sfera culturale che non deve avere confini. Dobbiamo essere ambasciatori con il vino di unione e pace tra i popoli, messaggio che ho espresso nell’ultimo editoriale della nostra rivista, facciamo del vino un ambasciatore di pace, ne abbiamo veramente bisogno. Abbiamo globalizzato l’economia, dovremo fare la stessa cosa eliminando confini e barriere, non è semplice ma dovremmo sempre essere animati da uno spirito di convivenza e fratellanza. Il presente quaderno, filiazione della nostra rivista, racconta il ruolo dei tecnici e dei lavoratori nella terra di confine all’estremità del nord-est, evocando tratti di storia e cultura che hanno accompagnato gli anni passati fino ad arrivare alla prestigiosa nomina di Gorizia e Nova Goriça capitali europee della cultura 2025. Permettetemi di andare un po' indietro con gli anni a andare al 1973 quando amministratori lungimiranti firmarono un gemellaggio tra il comune di San Vendemiano, vicinissimo a Conegliano, terra viticola storica da sempre conosciuta nel mondo enologico per il Prosecco, e Nova Goriça; fu no dei primi gemellaggi italiani. Originario di San Vendemiano ho partecipato da scolaro a scambi culturali con i colleghi di Nova Goriça, momenti indimenticabili trascorsi nelle scuole e nelle famiglie oltre confine che hanno insegnato molto, a dimostrazione che guardare oltre i confini non solo per aspetti economici ma soprattutto per aspetti culturali e sociali che toccano nel profondo del cuore è possibile. Ringrazio il direttore della nostra Rivista, Sergio Tazzer, per avere avuto l’idea di scrivere questo quaderno che rappresenta un tassello importante delle attività dell’Unione ex allievi di Conegliano. In questo momento di incertezza globale a livello geo politico questo quaderno vuole essere un segno che se ci sono coraggio e speranza si può andare avanti oltre ogni confine.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
IntroduzionequadernoGO25Celotti.pdf

accesso aperto

Tipologia: Abstract
Licenza: Creative commons
Dimensione 89.82 kB
Formato Adobe PDF
89.82 kB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11390/1321744
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact