Il saggio analizza le strategie retoriche e argomentative adottate da Giovanni Giudici in La dama non cercata (1985), la seconda raccolta dei suoi scritti critici. L'analisi mostra come la prosa della Dama sia caratterizzata da un uso marcato della prima persona e della cautela epistemica (hedging), oltre che di frequentissime correzioni e di svariate forme di dialogismo. L’adozione di formule dubitative e parentetiche, insieme alle continue riformulazioni, produce un indebolimento dell’assertività, che riflette la concezione giudiciana del poeta come “servitore” della Lingua, intesa come principio autonomo e irriducibile al soggetto che la usa. Parallelamente, le strutture sostitutive (non x ma y; non solo… ma anche) e i costrutti preconcessivi rafforzano l’efficacia persuasiva dell'argomentazione, attraverso il dialogo con il lettore e un'attenzione strategica e contrastiva alle posizioni doxastiche. I fenomeni esaminati sono infine ricondotti al topos specifico apparenza/realtà, attraverso cui il critico si legittima come un lettore capace di oltrepassare la superficie dei testi per coglierne la verità profonda. Ne emerge un modello di scrittura critica insieme anti-apodittico e radicale, in cui la postura enunciativa e le strategie retoriche risultano intimamente connessi alle tesi di Giudici sulla poesia.

Retorica e argomentazione in "La dama non cercata"

Lorenzo Cardilli
Primo
2026-01-01

Abstract

Il saggio analizza le strategie retoriche e argomentative adottate da Giovanni Giudici in La dama non cercata (1985), la seconda raccolta dei suoi scritti critici. L'analisi mostra come la prosa della Dama sia caratterizzata da un uso marcato della prima persona e della cautela epistemica (hedging), oltre che di frequentissime correzioni e di svariate forme di dialogismo. L’adozione di formule dubitative e parentetiche, insieme alle continue riformulazioni, produce un indebolimento dell’assertività, che riflette la concezione giudiciana del poeta come “servitore” della Lingua, intesa come principio autonomo e irriducibile al soggetto che la usa. Parallelamente, le strutture sostitutive (non x ma y; non solo… ma anche) e i costrutti preconcessivi rafforzano l’efficacia persuasiva dell'argomentazione, attraverso il dialogo con il lettore e un'attenzione strategica e contrastiva alle posizioni doxastiche. I fenomeni esaminati sono infine ricondotti al topos specifico apparenza/realtà, attraverso cui il critico si legittima come un lettore capace di oltrepassare la superficie dei testi per coglierne la verità profonda. Ne emerge un modello di scrittura critica insieme anti-apodittico e radicale, in cui la postura enunciativa e le strategie retoriche risultano intimamente connessi alle tesi di Giudici sulla poesia.
2026
9791256006731
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11390/1324704
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