Dopo anni di indagini sui Vecchi credenti d’oltre Volga, in qualità di zelante funzionario statale, e di annotazioni appassionate, nella veste privata di etnografo, folclorista e storico, tra il 1871 e il 1874 Mel’nikov dà alle stampe il suo romanzo fiume, Nelle foreste (V lesach), firmandolo col nome d’arte di Andrej Pečerskij. Nelle foreste, che conta più o meno duemila pagine, è un vasto affresco epico sui Vecchi credenti d’oltre Volga, unico nel suo genere, non solo per la scelta del tema – i Vecchi credenti erano stati trattati solo in modo sporadico nella letteratura precedente e spesso con toni satirici –, ma anche per la varietà di personaggi introdotti – mercanti, badesse, monache, novizie, pellegrini, contadini, taglialegna, briganti, impostori d’ogni sorta – per la struttura narrativa, per la lingua e per il massiccio ricorso a fonti della tradizione orale.
Pavel Ivanovič Mel’nikov (Andrej Pečerskij), Nelle foreste (1871-74),
Roberta De Giorgi
2025-01-01
Abstract
Dopo anni di indagini sui Vecchi credenti d’oltre Volga, in qualità di zelante funzionario statale, e di annotazioni appassionate, nella veste privata di etnografo, folclorista e storico, tra il 1871 e il 1874 Mel’nikov dà alle stampe il suo romanzo fiume, Nelle foreste (V lesach), firmandolo col nome d’arte di Andrej Pečerskij. Nelle foreste, che conta più o meno duemila pagine, è un vasto affresco epico sui Vecchi credenti d’oltre Volga, unico nel suo genere, non solo per la scelta del tema – i Vecchi credenti erano stati trattati solo in modo sporadico nella letteratura precedente e spesso con toni satirici –, ma anche per la varietà di personaggi introdotti – mercanti, badesse, monache, novizie, pellegrini, contadini, taglialegna, briganti, impostori d’ogni sorta – per la struttura narrativa, per la lingua e per il massiccio ricorso a fonti della tradizione orale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


