A partire da alcune delle opere presenti nella biblioteca di Bruno Lucci, il contributo presenta una riflessione sulla letteratura friulana del Novecento, analizzando il contesto storico e culturale del Friuli durante il Ventennio fascista e nel periodo immediatamente successivo, con particolare attenzione alla figura di Pasolini e al suo impatto sulla tradizione letteraria friulana. Il dibattito tra le diverse correnti culturali, in particolare quello tra gli autori che facevano capo alla Filologica e quelli più innovativi, è molto vivace. Da un lato Risultive, che, insieme con una parte della nuova generazione di scrittori friulani post-bellici, tenta di conciliare la continuità della tradizione con il bisogno di un rinnovamento critico. Dall’altro Pasolini, che acquista subito centralità nel dibattito, avvia una produzione in friulano che rappresenta una rottura radicale con il passato e con quella che veniva individuata come tradizione “zoruttiana”. Questo rinnovamento non è visto con favore da tutti; l’incontro di Pasolini con la Filologica e il suo stesso rapporto con critici come Carletti mostrano un’ulteriore tensione tra modernità e tradizione.
Gli incunaboli di Pasolini
Zanello Gabriele
2026-01-01
Abstract
A partire da alcune delle opere presenti nella biblioteca di Bruno Lucci, il contributo presenta una riflessione sulla letteratura friulana del Novecento, analizzando il contesto storico e culturale del Friuli durante il Ventennio fascista e nel periodo immediatamente successivo, con particolare attenzione alla figura di Pasolini e al suo impatto sulla tradizione letteraria friulana. Il dibattito tra le diverse correnti culturali, in particolare quello tra gli autori che facevano capo alla Filologica e quelli più innovativi, è molto vivace. Da un lato Risultive, che, insieme con una parte della nuova generazione di scrittori friulani post-bellici, tenta di conciliare la continuità della tradizione con il bisogno di un rinnovamento critico. Dall’altro Pasolini, che acquista subito centralità nel dibattito, avvia una produzione in friulano che rappresenta una rottura radicale con il passato e con quella che veniva individuata come tradizione “zoruttiana”. Questo rinnovamento non è visto con favore da tutti; l’incontro di Pasolini con la Filologica e il suo stesso rapporto con critici come Carletti mostrano un’ulteriore tensione tra modernità e tradizione.| File | Dimensione | Formato | |
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