Il contributo propone una rilettura della figura di Ugo Pellis a cent’anni dall’avvio dell’Atlante linguistico italiano, cercando di superare l’impostazione prevalentemente celebrativa della tradizione storiografica attraverso l’utilizzo di documentazione inedita, in particolare del carteggio con Bindo Chiurlo conservato presso la Biblioteca Civica “V. Joppi” di Udine. L’analisi ricostruisce la formazione culturale dello studioso, evidenziandone gli studi a Gorizia, Innsbruck e Vienna, il precoce interesse per la dialettologia, la fonetica e il contatto linguistico, nonché il ruolo svolto nelle principali iniziative culturali friulane del primo Novecento. Particolare attenzione è dedicata ai rapporti tra ricerca scientifica, irredentismo e nazionalismo, al fine di mettere in luce le tensioni ideologiche che accompagnarono sia l’attività di Pellis, sia la nascita dell’Atlante linguistico italiano. Il carteggio consente inoltre di seguire dall’interno le vicende organizzative dell’ALI, le difficoltà incontrate nella sua realizzazione e le ragioni che portarono a individuare proprio Pellis come raccoglitore unico dell’impresa. Ne emerge il profilo di uno studioso dotato di eccezionali competenze fonetiche, straordinarie capacità di osservazione sul campo e instancabile dedizione al lavoro, ma anche di una personalità complessa, profondamente segnata dal contesto politico e culturale del suo tempo.
«Abbiam ferrato i muscoli / per le fatiche atlantiche». Nuovi percorsi di indagine per un profilo di Ugo Pellis
Zanello Gabriele
2025-01-01
Abstract
Il contributo propone una rilettura della figura di Ugo Pellis a cent’anni dall’avvio dell’Atlante linguistico italiano, cercando di superare l’impostazione prevalentemente celebrativa della tradizione storiografica attraverso l’utilizzo di documentazione inedita, in particolare del carteggio con Bindo Chiurlo conservato presso la Biblioteca Civica “V. Joppi” di Udine. L’analisi ricostruisce la formazione culturale dello studioso, evidenziandone gli studi a Gorizia, Innsbruck e Vienna, il precoce interesse per la dialettologia, la fonetica e il contatto linguistico, nonché il ruolo svolto nelle principali iniziative culturali friulane del primo Novecento. Particolare attenzione è dedicata ai rapporti tra ricerca scientifica, irredentismo e nazionalismo, al fine di mettere in luce le tensioni ideologiche che accompagnarono sia l’attività di Pellis, sia la nascita dell’Atlante linguistico italiano. Il carteggio consente inoltre di seguire dall’interno le vicende organizzative dell’ALI, le difficoltà incontrate nella sua realizzazione e le ragioni che portarono a individuare proprio Pellis come raccoglitore unico dell’impresa. Ne emerge il profilo di uno studioso dotato di eccezionali competenze fonetiche, straordinarie capacità di osservazione sul campo e instancabile dedizione al lavoro, ma anche di una personalità complessa, profondamente segnata dal contesto politico e culturale del suo tempo.| File | Dimensione | Formato | |
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