L'anonimo Commentarius in Genesim (CLH 40), trasmesso nel manoscritto St. Gallen, Stiftsbibliothek 908, e la Catechesis celtica, testimoniata nel Reg. lat. 49, attestano una citazione dal medesimo passo di un'opera altrimenti sconosciuta, il De gradibus caeli. La discrepanza nell'estensione della citazione e le differenze concernenti modi e paternità della fonte (più libri ascritti ad Agostino secondo il Commentarius, o un singolo libro attribuito a Gregorio Magno secondo la Catechesis) si combinano con altre corrispondenze testuali individuabili tra le due opere e concorrono a dimostrare l'esistenza del perduto De gradibus e la sua originaria circolazione in un milieu iberno-latino.
«De gradibus caeli»: un’opera perduta?
Valeria Mattaloni
2026-01-01
Abstract
L'anonimo Commentarius in Genesim (CLH 40), trasmesso nel manoscritto St. Gallen, Stiftsbibliothek 908, e la Catechesis celtica, testimoniata nel Reg. lat. 49, attestano una citazione dal medesimo passo di un'opera altrimenti sconosciuta, il De gradibus caeli. La discrepanza nell'estensione della citazione e le differenze concernenti modi e paternità della fonte (più libri ascritti ad Agostino secondo il Commentarius, o un singolo libro attribuito a Gregorio Magno secondo la Catechesis) si combinano con altre corrispondenze testuali individuabili tra le due opere e concorrono a dimostrare l'esistenza del perduto De gradibus e la sua originaria circolazione in un milieu iberno-latino.| File | Dimensione | Formato | |
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