Il volume offre la prima edizione critica di un’opera finora inedita, il Commentarius in Genesim tràdito dal codice unico Sankt Gallen, Stiftsbibliothek 908, riconoscibile per il peculiare incipit «De quali principio loquitur» (si veda anche la recente Clavis Litterarum Hibernensium, a cura di Donnchadh Ó Corráin, 2017, al n. 40 del repertorio delle opere di origine irlandese). Anepigrafo e anonimo, il commento è verosimilmente ibernico, ma la sua genesi è complessa e oscura: l’opera è infatti interrotta e incompiuta, dedicata solo ai primi versetti della Genesi, e redatta in un latino talora impreciso. Il presente lavoro offre la dimostrazione dell’eccezionalità del Commentarius, peculiare per le fonti citate e per le anomale riprese: esso testimonia infatti la circolazione dell’apocrifa Vita Adae et Evae e l’esistenza di due opere altrimenti perdute alle nostre conoscenze, il Liber de gradibus caeli (attribuito qui ad Agostino) e il Tractatus Mathei (attribuito a un tale Sedulius senior, ignoto). L’edizione dimostra come l’anonimo autore fosse sì legato al patrimonio esegetico irlandese e a quello patristico tradizionale, ma anche capace di autonome riflessioni e immagini evocative, fattori questi che denotano un probabile contesto scolastico per l’origine del commento, legato all’apprendimento, forse anche intrapreso in vista di una compiuta composizione esegetica che non risulta però ancora identificata o perfino mai realizzata. Il volume mette a disposizione della comunità scientifica un desideratum che arricchisce il panorama delle conoscenze e della cultura di tradizione ibernica altomedievale, apportando nuovi dettagli a un quadro che necessita ancora di molti tasselli per poter iniziare a essere pienamente compreso.
Commentarius in Genesim «De quali principio loquitur» (Clavis Litterarum Hibernensium 40)
Valeria Mattaloni
2026-01-01
Abstract
Il volume offre la prima edizione critica di un’opera finora inedita, il Commentarius in Genesim tràdito dal codice unico Sankt Gallen, Stiftsbibliothek 908, riconoscibile per il peculiare incipit «De quali principio loquitur» (si veda anche la recente Clavis Litterarum Hibernensium, a cura di Donnchadh Ó Corráin, 2017, al n. 40 del repertorio delle opere di origine irlandese). Anepigrafo e anonimo, il commento è verosimilmente ibernico, ma la sua genesi è complessa e oscura: l’opera è infatti interrotta e incompiuta, dedicata solo ai primi versetti della Genesi, e redatta in un latino talora impreciso. Il presente lavoro offre la dimostrazione dell’eccezionalità del Commentarius, peculiare per le fonti citate e per le anomale riprese: esso testimonia infatti la circolazione dell’apocrifa Vita Adae et Evae e l’esistenza di due opere altrimenti perdute alle nostre conoscenze, il Liber de gradibus caeli (attribuito qui ad Agostino) e il Tractatus Mathei (attribuito a un tale Sedulius senior, ignoto). L’edizione dimostra come l’anonimo autore fosse sì legato al patrimonio esegetico irlandese e a quello patristico tradizionale, ma anche capace di autonome riflessioni e immagini evocative, fattori questi che denotano un probabile contesto scolastico per l’origine del commento, legato all’apprendimento, forse anche intrapreso in vista di una compiuta composizione esegetica che non risulta però ancora identificata o perfino mai realizzata. Il volume mette a disposizione della comunità scientifica un desideratum che arricchisce il panorama delle conoscenze e della cultura di tradizione ibernica altomedievale, apportando nuovi dettagli a un quadro che necessita ancora di molti tasselli per poter iniziare a essere pienamente compreso.| File | Dimensione | Formato | |
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