Il contributo è idealmente diviso in due parti che dialogano tra loro: la prima, di carattere introduttivo, è incentrata sulla fortuna editoriale conosciuta dal Trattato delle virtù e de’ premi dentro e fuori d’Italia, allo scopo di restituire un quadro ampio della ricezione dell’opera di Giacinto Dragonetti, giurista aquilano allievo di Antonio Genovesi, che si legò a doppio filo alle sorti del ben noto pamphlet di Cesare Beccaria. La seconda è invece dedicata alle sorti dell’opera in Russia, all’influsso che esercitò su Aleksandr Radiščev e all’analisi della traduzione che venne allestita da Fedor Karin.
Il Trattato delle virtù e de’ premi in Russia
Ettore GherbezzaPrimo
2026-01-01
Abstract
Il contributo è idealmente diviso in due parti che dialogano tra loro: la prima, di carattere introduttivo, è incentrata sulla fortuna editoriale conosciuta dal Trattato delle virtù e de’ premi dentro e fuori d’Italia, allo scopo di restituire un quadro ampio della ricezione dell’opera di Giacinto Dragonetti, giurista aquilano allievo di Antonio Genovesi, che si legò a doppio filo alle sorti del ben noto pamphlet di Cesare Beccaria. La seconda è invece dedicata alle sorti dell’opera in Russia, all’influsso che esercitò su Aleksandr Radiščev e all’analisi della traduzione che venne allestita da Fedor Karin.File in questo prodotto:
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