Il saggio intende aprire uno spiraglio sull’interazione dialettica tra i due principali contesti socioculturali in esame e le rispettive strategie di costruzione del consenso e gestione del conflitto, da un lato, e di rappresentazione dei suoi partecipanti, dall’altro. Nel ripercorrere le fasi fondamentali della Guerra del Golfo attraverso le dichiarazioni ufficiali dei leader e dei rappresentanti internazionali delle principali parti in causa — dichiarazioni che vengono analizzate alla luce degli spunti offerti dalla critical linguistics e dall’analisi grammatico-funzionale di matrice sociosemiotica —, il saggio si propone di individuare analogie e differenze tra i concetti di “potere” e le forme di esercizio del potere (ivi comprese le strategie di face-saving e face-threatening) nei due rispettivi contesti. Emergono, tra l’altro, visioni per molti versi antitetiche della funzione della lingua, come strumento privilegiato attraverso cui ‘costruire’ razionalmente il reale o, invece, trascenderlo. Il concetto di “solidarietà” viene esaminato nei suoi rapporti con il concetto di “potere”, nonché indagato in funzione dei processi di “democratization of discourse” e “synthetic personalization”, così come definiti da Norman Fairclough.

The semantics of conflict: the system of power and solidarity in official statements during the Gulf War

VASTA, Nicoletta
1999

Abstract

Il saggio intende aprire uno spiraglio sull’interazione dialettica tra i due principali contesti socioculturali in esame e le rispettive strategie di costruzione del consenso e gestione del conflitto, da un lato, e di rappresentazione dei suoi partecipanti, dall’altro. Nel ripercorrere le fasi fondamentali della Guerra del Golfo attraverso le dichiarazioni ufficiali dei leader e dei rappresentanti internazionali delle principali parti in causa — dichiarazioni che vengono analizzate alla luce degli spunti offerti dalla critical linguistics e dall’analisi grammatico-funzionale di matrice sociosemiotica —, il saggio si propone di individuare analogie e differenze tra i concetti di “potere” e le forme di esercizio del potere (ivi comprese le strategie di face-saving e face-threatening) nei due rispettivi contesti. Emergono, tra l’altro, visioni per molti versi antitetiche della funzione della lingua, come strumento privilegiato attraverso cui ‘costruire’ razionalmente il reale o, invece, trascenderlo. Il concetto di “solidarietà” viene esaminato nei suoi rapporti con il concetto di “potere”, nonché indagato in funzione dei processi di “democratization of discourse” e “synthetic personalization”, così come definiti da Norman Fairclough.
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