Il saggio focalizza le fasi evolutive del movimento cooperativo nel mandamento trevigiano di Castelfranco Veneto, che si configura come fucina e terreno assai fertile di esperienze cooperativistiche anche successivamente al periodo preso in esame. L'ambito della Castellana, presentando il capoluogo una spiccata vocazione urbana e un'alterità culturale prima ancora che economica, bene si presta, anche sul versante del movimento cooperativo, a indagare le dinamiche città-campagna. Dopo il predominio della componente liberalmoderata e cittadina, espresso nella Società di mutuo soccorso degli artigiani e nella Banca popolare luzzattiana, prese il sopravvento a fine Ottocento l'iniziativa dei cristiano-sociali ispirata a una cultura ruralista e affermatasi anzitutto con la proliferazione delle casse rurali parrocchiali, il cui successo è ascrivibile alla loro piena rispondenza a reali esigenze economico-finanziarie delle componenti più disagiate della società contadina. Di tali microrganismi si analizzano la compagine sociale, la possidenza cumulativa (erano società a responsabilità illimitata), le modalità operative, la politica degli impieghi, l'apporto fornito allo sviluppo dell'agricoltura locale. Per impulso sovente delle stesse casse rurali, presero piede numerose altre cooperative agricole, soprattutto società assicurative contro la mortalità del bestiame e unioni rurali per gli acquisti collettivi di concimi.

Il movimento cooperativo in un mandamento della Marca trevigiana dalle origini alla prima guerra mondiale

BOF, Frediano
1998

Abstract

Il saggio focalizza le fasi evolutive del movimento cooperativo nel mandamento trevigiano di Castelfranco Veneto, che si configura come fucina e terreno assai fertile di esperienze cooperativistiche anche successivamente al periodo preso in esame. L'ambito della Castellana, presentando il capoluogo una spiccata vocazione urbana e un'alterità culturale prima ancora che economica, bene si presta, anche sul versante del movimento cooperativo, a indagare le dinamiche città-campagna. Dopo il predominio della componente liberalmoderata e cittadina, espresso nella Società di mutuo soccorso degli artigiani e nella Banca popolare luzzattiana, prese il sopravvento a fine Ottocento l'iniziativa dei cristiano-sociali ispirata a una cultura ruralista e affermatasi anzitutto con la proliferazione delle casse rurali parrocchiali, il cui successo è ascrivibile alla loro piena rispondenza a reali esigenze economico-finanziarie delle componenti più disagiate della società contadina. Di tali microrganismi si analizzano la compagine sociale, la possidenza cumulativa (erano società a responsabilità illimitata), le modalità operative, la politica degli impieghi, l'apporto fornito allo sviluppo dell'agricoltura locale. Per impulso sovente delle stesse casse rurali, presero piede numerose altre cooperative agricole, soprattutto società assicurative contro la mortalità del bestiame e unioni rurali per gli acquisti collettivi di concimi.
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