Il lavoro documenta la particolarità di impiego di un materiale da costruzione ben noto, la pietra d’Istria, in un’area limitata della Bassa pianura friulana, area compresa tra la linea delle risorgive e i corsi d’acqua che da queste traggono origine, che hanno costituito, da sempre, vie importanti per lo sviluppo dei traffici commerciali. Tra questi, per quel che attiene il costruito, si rileva l’approvvigionamento di blocchi di pietra, cavati nell'area istriana e smistati nell'entroterra friulano, dall'età romana e fino al tempo delle dominazioni veneta e austriaca, prevalentemente in forma di elementi architettonici. A questo utilizzo diffuso e di interesse della storia dell’arte si affianca, però, l’uso specifico dell’area: ragioni storiche, economiche e geografiche hanno favorito in questa zona, in un periodo collocabile tra il XVIII e il XIX secolo, l’impiego della pietra d’Istria in elementi a spacco di dimensioni variabili quale materiale da costruzione. Avanzi di cava e resti di lavorazione di parti architettoniche di pregio sono stati qui utilizzati nell'edilizia tradizionale per la realizzazione di case, stalle, muri di recinzione, talvolta in uso esclusivo, a formare murature in pietrame di pezzatura varia, ma uniforme, talvolta in unione con ciottoli e laterizio. Tale uso ha visto la sua fine con la costruzione della linea ferroviaria tra Istria, Trieste e Venezia, la cui importanza commerciale si è in breve definita a scapito dei porti sopra menzionati, e con i mutati regimi doganali legati al passaggio di parte dell’area all'amministrazione austriaca a quella italiana (1866). Rimangono alcune tracce, per lo più in edifici abbandonati, alcuni cadenti, evidenti in quei muri privi di intonaco che, per il candore e la regolarità della tessitura, attirano l’attenzione del ricercatore. | This paper documents a special use of a well-known building material, Istrian stone, in a small area of the low plains of Friuli, located between the line of springs along the foothills and the rivers they feed, which have served as an important means of commercial transport from the beginning of history in the area. As regards the transport of construction materials, blocks of stone mainly in the form of architectural elements were quarried in Istria and distributed from the inlands of Friuli, from Roman times through the periods of Venetian and Austrian domination. This widespread practice, interesting in terms of art history, also led to a characteristic use of the material in the vernacular architecture of the area: in fact, during a period between the eighteenth and nineteenth centuries, historical, economic and geographical factors resulted in the use of Istrian stone in split blocks in varying sizes as a general construction material. Scrap stone left over from the quarries and from the production of high quality architectural elements were used for the construction of houses, barns and enclosure walls, sometimes exclusively, with walls in stones of varying size, but also mixed with river stones and bricks. This type of use was discontinued following the construction of the railway line between Istria, Trieste and Venice, the commercial importance of which was quickly established at the expense of the ports of the above-mentioned cities, and also because of changing customs procedures due to the transfer of part of the territory in question from Austrian to Italian control (1866). Some evident traces remain, mostly in the form of unplastered walls of abandoned buildings, some in ruins, which, due to the whiteness of the stones and the regularity of the masonry work, attracted the attention of the author.

La pietra d’Istria nella tessitura delle murature della Bassa pianura friulana

FRANGIPANE, Anna
2008

Abstract

Il lavoro documenta la particolarità di impiego di un materiale da costruzione ben noto, la pietra d’Istria, in un’area limitata della Bassa pianura friulana, area compresa tra la linea delle risorgive e i corsi d’acqua che da queste traggono origine, che hanno costituito, da sempre, vie importanti per lo sviluppo dei traffici commerciali. Tra questi, per quel che attiene il costruito, si rileva l’approvvigionamento di blocchi di pietra, cavati nell'area istriana e smistati nell'entroterra friulano, dall'età romana e fino al tempo delle dominazioni veneta e austriaca, prevalentemente in forma di elementi architettonici. A questo utilizzo diffuso e di interesse della storia dell’arte si affianca, però, l’uso specifico dell’area: ragioni storiche, economiche e geografiche hanno favorito in questa zona, in un periodo collocabile tra il XVIII e il XIX secolo, l’impiego della pietra d’Istria in elementi a spacco di dimensioni variabili quale materiale da costruzione. Avanzi di cava e resti di lavorazione di parti architettoniche di pregio sono stati qui utilizzati nell'edilizia tradizionale per la realizzazione di case, stalle, muri di recinzione, talvolta in uso esclusivo, a formare murature in pietrame di pezzatura varia, ma uniforme, talvolta in unione con ciottoli e laterizio. Tale uso ha visto la sua fine con la costruzione della linea ferroviaria tra Istria, Trieste e Venezia, la cui importanza commerciale si è in breve definita a scapito dei porti sopra menzionati, e con i mutati regimi doganali legati al passaggio di parte dell’area all'amministrazione austriaca a quella italiana (1866). Rimangono alcune tracce, per lo più in edifici abbandonati, alcuni cadenti, evidenti in quei muri privi di intonaco che, per il candore e la regolarità della tessitura, attirano l’attenzione del ricercatore. | This paper documents a special use of a well-known building material, Istrian stone, in a small area of the low plains of Friuli, located between the line of springs along the foothills and the rivers they feed, which have served as an important means of commercial transport from the beginning of history in the area. As regards the transport of construction materials, blocks of stone mainly in the form of architectural elements were quarried in Istria and distributed from the inlands of Friuli, from Roman times through the periods of Venetian and Austrian domination. This widespread practice, interesting in terms of art history, also led to a characteristic use of the material in the vernacular architecture of the area: in fact, during a period between the eighteenth and nineteenth centuries, historical, economic and geographical factors resulted in the use of Istrian stone in split blocks in varying sizes as a general construction material. Scrap stone left over from the quarries and from the production of high quality architectural elements were used for the construction of houses, barns and enclosure walls, sometimes exclusively, with walls in stones of varying size, but also mixed with river stones and bricks. This type of use was discontinued following the construction of the railway line between Istria, Trieste and Venice, the commercial importance of which was quickly established at the expense of the ports of the above-mentioned cities, and also because of changing customs procedures due to the transfer of part of the territory in question from Austrian to Italian control (1866). Some evident traces remain, mostly in the form of unplastered walls of abandoned buildings, some in ruins, which, due to the whiteness of the stones and the regularity of the masonry work, attracted the attention of the author.
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