Studi effettuati a livello europeo evidenziano che, frequentemente, livelli di biodiversità stabili si sono mantenuti in quelle aree caratterizzate da pratiche agricole estensive. Per tale ragione la Commissione Europea ritiene prioritaria la salvaguardia di tali aree e ha messo a punto una metodologia finalizzata alla mappatura di tali aree a scala europea (Paracchini et al., 2006). Questo studio ha previsto l'applicazione e l'adattamento del metodo sviluppato a livello europeo nella regione Friuli Venezia Giulia, al fine di valutarne la validità per la realtà regionale, anche alla luce delle potenzialità e dei limiti dei dati necessari per la sua implementazione. Il metodo europeo prevede l'individuazione di tre tipologie di aree AEVN (Andersen et al., 2003; Hoogeven, 2004): 1. le aree caratterizzate da una copertura a vegetazione semi-naturale con alti livelli di biodiversità, come prati stabili, pascoli, prati-pascoli, prati poliennali; 2. le aree caratterizzate da un mosaico di piccoli appezzamenti colturali a bassa intensità produttiva, associati alla presenza di elementi naturali e semi-naturali o di elementi lineari; 3. le aree che costituiscono un habitat per specie rare, per una quota rilevante della popolazione di una specie (europea o mondiale) o semplicemente ospitano un elevato numero di specie e habitat. Il lavoro ha previsto la creazione di una carta delle aree AEVN di tipo 1 e 2 a partire da elaborazioni su cartografia di uso del suolo a scala 1:25.000 in ambiente GIS (Paracchini et al., 2006). Successivamente è stata creata una carta delle aree agricole che costituiscono un habitat per specie rare (aree di tipo 3) selezionando dai siti di Natura 2000 (SIC e ZPS) determinati habitat la cui esistenza dipende completamente o parzialmente dall'attività agricola secondo una lista proposta da Ostermann (1998). Le due carte sono state unite per creare una carta delle aree agricole ad elevato valore naturalistico per il Friuli Venezia Giulia. La carta mostra che le aree AEVN nel loro complesso sono più concentrate nella parte settentrionale della regione in corrispondenza delle zone Alpina e Prealpina, dove rivestono particolare importanza rispettivamente le aree a pascolo naturale e praterie d'alta quota, le aree con sistemi colturali e particellari complessi e quelle prevalentemente occupate da colture agrarie inframmezzate da spazi naturali. L'approccio, pur consentendo una prima mappatura delle aree AEVN in regione Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato alcuni limiti derivati da una lato dalla indisponibilità di dati su alcuni tematismi e dall’altro dalla scelta, secondo la metodologia europea, delle classi di uso del suolo.

AREE AGRICOLE AD ELEVATO VALORE NATURALISTICO: UNA PRIMA MAPPATURA PER IL FRIULI VENEZIA GIULIA

PIANI, Lucia;MOVIA, Alessia;PECCOL, Elisabetta
2010-01-01

Abstract

Studi effettuati a livello europeo evidenziano che, frequentemente, livelli di biodiversità stabili si sono mantenuti in quelle aree caratterizzate da pratiche agricole estensive. Per tale ragione la Commissione Europea ritiene prioritaria la salvaguardia di tali aree e ha messo a punto una metodologia finalizzata alla mappatura di tali aree a scala europea (Paracchini et al., 2006). Questo studio ha previsto l'applicazione e l'adattamento del metodo sviluppato a livello europeo nella regione Friuli Venezia Giulia, al fine di valutarne la validità per la realtà regionale, anche alla luce delle potenzialità e dei limiti dei dati necessari per la sua implementazione. Il metodo europeo prevede l'individuazione di tre tipologie di aree AEVN (Andersen et al., 2003; Hoogeven, 2004): 1. le aree caratterizzate da una copertura a vegetazione semi-naturale con alti livelli di biodiversità, come prati stabili, pascoli, prati-pascoli, prati poliennali; 2. le aree caratterizzate da un mosaico di piccoli appezzamenti colturali a bassa intensità produttiva, associati alla presenza di elementi naturali e semi-naturali o di elementi lineari; 3. le aree che costituiscono un habitat per specie rare, per una quota rilevante della popolazione di una specie (europea o mondiale) o semplicemente ospitano un elevato numero di specie e habitat. Il lavoro ha previsto la creazione di una carta delle aree AEVN di tipo 1 e 2 a partire da elaborazioni su cartografia di uso del suolo a scala 1:25.000 in ambiente GIS (Paracchini et al., 2006). Successivamente è stata creata una carta delle aree agricole che costituiscono un habitat per specie rare (aree di tipo 3) selezionando dai siti di Natura 2000 (SIC e ZPS) determinati habitat la cui esistenza dipende completamente o parzialmente dall'attività agricola secondo una lista proposta da Ostermann (1998). Le due carte sono state unite per creare una carta delle aree agricole ad elevato valore naturalistico per il Friuli Venezia Giulia. La carta mostra che le aree AEVN nel loro complesso sono più concentrate nella parte settentrionale della regione in corrispondenza delle zone Alpina e Prealpina, dove rivestono particolare importanza rispettivamente le aree a pascolo naturale e praterie d'alta quota, le aree con sistemi colturali e particellari complessi e quelle prevalentemente occupate da colture agrarie inframmezzate da spazi naturali. L'approccio, pur consentendo una prima mappatura delle aree AEVN in regione Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato alcuni limiti derivati da una lato dalla indisponibilità di dati su alcuni tematismi e dall’altro dalla scelta, secondo la metodologia europea, delle classi di uso del suolo.
2010
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