L’area carnica centrale è posta all’interno del sistema di interferenza fra la catena a sovrascorrimenti W-SW vergenti delle Dinaridi esterne (in evoluzione almeno fino all’Eocene superiore) e la catena sudalpina orientale a sovrascorrimenti S-SE vergenti in evoluzione a partire dall’Oligocene superiore fino ad oggi. Il fronte di quest’ultima borda la pianura friulana occidentale e centrale ed è cieco in quella orientale, proseguendo poi in Slovenia. Da un punto di vista morfologico l’area è limitata a sud dal medio corso del Tagliamento, qui a direzione circa E-W, e a nord dall’allineamento di più valli a direzione circa E-W impostate sulla faglia Fella-Sava, una faglia ad alto angolo trascorrente destra di importanza regionale che si estende verso oriente fino al bacino Pannonico. A partire dall’Oligocene superiore il sistema dei sovrascorrimenti sudalpini S-vergenti e le grandi faglie trascorrenti destre WNW-ESE (Lineamento Periadriatico, Fella-Sava e faglie trascorrenti minori associate) hanno accomodato verso nord la convergenza diretta circa N-S fra Africa (qui microplacca Adria) ed Europa. Ad oriente, l’attività di indentazione della microplacca Adria durante il Pliocene e il Quaternario è accomodata invece da sistemi di faglie trascorrenti destre a direzione NW-SE (Idrija, Ravne, Predijama, Postojna, Raša) che tagliano e deformano le strutture preesistenti. Sismicità dell’area L’area carnica centrale è sede di una sismicità di medio livello: sia in epoca storica che strumentale essa è stata colpita da numerosi terremoti talora distruttivi. Secondo il catalogo DBMI04 (Stucchi et al., 2007), fra i maggiori eventi sismici che hanno interessato l’area ricordiamo il terremoto del 25 gennaio 1348 (Mw = 6.66), tradizionalmente conosciuto come terremoto di Villach, ma il cui epicentro non è ancora stato ben vincolato. Questo sisma fu avvertito infatti in una vastissima area che abbraccia tutta l’Italia nord-orientale, l’Austria e la Baviera. La revisione dei dati storici effettuata da Hammerl (1994), sposta l’epicentro nell’area carnica. Il terremoto del 26 marzo 1511 (Mw = 6.51) produsse gravi danni in una vasta area compresa fra la valle della Sava e quella del Tagliamento. Recenti studi, basati sull’inversione dei dati macrosismici, ne pongono l’epicentro lungo la valle dell’Idrija (Fizko et al., 2005). Secondo il catalogo DBMI04 l’epicentro sarebbe invece da collocare nella zona confinaria italo-slovena a nord di Udine. Durante il XVIII secolo l’area fu interessata da un’importante crisi sismica durante la quale terremoti di intensità compresa fra l’VIII e il IX MCS colpirono il tolmezzino (28 luglio 1700, Mw = 5.77 e 20 ottobre 1788, Mw = 5.71). Il 27 marzo 1928 la zona di Tolmezzo fu nuovamente colpita da un terremoto distruttivo di Mw = 5.75. Anche lungo la valle del But sono stati registrati terremoti di media intensità, come quello di Paluzza (05/11/1956: Mw = 5.1) e di Zuglio (26/05/1959: Mw = 5.23). Infine il 14 febbraio 2002 l’area di Moggio Udinese è stata interessata da un il terremoto di Mw = 5.13. I meccanismi focali dell’area carnica centrale sono in massima parte di tipo trascorrente con movimento destro sul piano WNW-ESE e sinistro sul piano coniugato (Renner, 1995, Poli et al., 2000). L’asse di massimo sforzo di questi terremoti è comunque sempre compatibile con quello regionale ricavato dal terremoto del 6 maggio 1976 (Slejko et al., 1999) e con il regime compressivo dell’area (Bressan et al., 2003). Il Catalogo DISS (2010) individua nel tolmezzino una sorgente composita (ITCS067 – But- Chiarsò) che viene a coincidere sul terreno con la linea But-Chiarsò, un sistema polifasico di faglie ad alto angolo a direzione NE-SW e movimento trascorrente sinistro. Le nuove ricerche geologico-strutturali Rilievi geologico-strutturali eseguiti nella regione carnico-giulia compresa fra il confine italosloveno e l’alta valle del Tagliamento verso il confine con il Veneto, hanno consentito di definire l’assetto strutturale dell’area, che si presenta dominato dall’attività deformativa di un ampio fascio anastomosato di faglie ad alto angolo a direzione media WNW-ESE e movimento trascorrente destro. Il sistema è formato da alcune faglie trascorrenti principali con associate faglie sintetiche e antitetiche, duplex transpressivi e strutture a fiore positive fino alla scala chilometrica, da bend e pieghe en-echelon. Questo sistema di faglie ad alto angolo si trova in continuità con il sistema di faglie trascorrenti di Idrija, ben documentato in territorio sloveno. L’attività recente è testimoniata dal fatto che il sistema di faglie trascorrenti, che taglia sia le strutture dinariche paleogeniche che quelle neoalpine, deforma anche le successioni continentali pliocenico – pleistoceniche (Zancleano – Pleistocene medio) affioranti nella media valle del Tagliamento (Monegato e Stefani, 2011). L’attività neotettonica è inoltre comprovata da importanti evidenze morfotettoniche come le numerose anomalie del drenaggio e orografiche. Infine le rilevanti deformazioni cosismiche misurate nell’area fra Venzone e Carnia a seguito dei terremoti del maggio e settembre 1976 (Talamo et al., 1978), sono localizzate fra i due rami principali del sistema trascorrente identificato, suggerendo la sua attivazione durante la crisi sismica. Considerazioni conclusive Sulla base delle evidenze presentate si ipotizza che i terremoti dell’area carnica centrale siano legati all’attivazione di segmenti appartenenti al sistema trascorrente destro di Idrija che si sta propagando in territorio italiano. Bibliografia Bressan G, Bragato P., Venturini C.; 2003: Stress and strain tensors based on focal mechanisms in the seismotectonic framework of the Eastern Southern Alps. Bull. Seism. Soc. Am.,93, 1280-1297. Fitzko F., Suhadolc P., Audia A., Panza G.F.; 2005: Constrains on the location and mechanism of the 1511 Western- Slovenia earthquake from active tectonics and modeling of macroseismic data. Tectonophysis, 404, 77-90. Hammerl C.; 1994: The earthquake of January 25th, 1348: discussion of source., In: Materials of the CEC project “Review of historical seismicity in Europe”, pp. 225-240, Albini P. & Moroni A. (eds.), CNR Istituto di Ricerca sul Rischio Sismico, Milano, Italy, vol. 2. DISS Working Group (2010). Database of Individual Seismogenic Sources (DISS), Version 3.1.1: A compilation of potential sources for earthquakes larger than M 5.5 in Italy and surrounding areas. Available at: http://diss.rm.ingv.it/diss/ , © INGV 2010. Monegato G., Stefani C.; 2011: Preservation of a long-lived fluvial system in a mountain chain: the Tagliamento valley (southeastern Italian Alps). Soc. Sedimentary Geol., SEPM spec. publ., 97, 359-374. Poli M.E., Renner G., Slejko D., Zanferrari A.; 2000: Sismotettonica e cinematica dell'area compresa fra il Veneto orientale e la Slovenia occidentale. 80°Congresso SGI, Trieste, 6-8 settembre 2000. Riassunti, 382-383. Renner G.; 1995: The revision f the Northeastern Italy seismotectonic network catalogue. Boll. Geof. Teor. Appl. 37, 329-505. Slejko D., Neri G., Orozova I., Renner G., Wyss, M.; 1999: Stress field in Friuli (NE Italy) from fault plane solutions of activity following the 1976 main shock. Bull. Seism. Soc. Am., 89, 1037-1052. Stucchi M., et alii; 2007: DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Available at: http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/ Talamo R., Pampaloni M., Grassi S.; 1978: Risultati delle misure di livellazione di alta precisione eseguite dall’Istituto Geografico Militare nelle zone del Friuli interessate dalle recenti attività sismiche. Boll. Geod. Sci. Aff., 37, 61-75.

Analisi sismotettonica della Carnia centrale (Friuli, Italia-NE).

POLI, Maria Eliana;ZANFERRARI, Adriano
2011

Abstract

L’area carnica centrale è posta all’interno del sistema di interferenza fra la catena a sovrascorrimenti W-SW vergenti delle Dinaridi esterne (in evoluzione almeno fino all’Eocene superiore) e la catena sudalpina orientale a sovrascorrimenti S-SE vergenti in evoluzione a partire dall’Oligocene superiore fino ad oggi. Il fronte di quest’ultima borda la pianura friulana occidentale e centrale ed è cieco in quella orientale, proseguendo poi in Slovenia. Da un punto di vista morfologico l’area è limitata a sud dal medio corso del Tagliamento, qui a direzione circa E-W, e a nord dall’allineamento di più valli a direzione circa E-W impostate sulla faglia Fella-Sava, una faglia ad alto angolo trascorrente destra di importanza regionale che si estende verso oriente fino al bacino Pannonico. A partire dall’Oligocene superiore il sistema dei sovrascorrimenti sudalpini S-vergenti e le grandi faglie trascorrenti destre WNW-ESE (Lineamento Periadriatico, Fella-Sava e faglie trascorrenti minori associate) hanno accomodato verso nord la convergenza diretta circa N-S fra Africa (qui microplacca Adria) ed Europa. Ad oriente, l’attività di indentazione della microplacca Adria durante il Pliocene e il Quaternario è accomodata invece da sistemi di faglie trascorrenti destre a direzione NW-SE (Idrija, Ravne, Predijama, Postojna, Raša) che tagliano e deformano le strutture preesistenti. Sismicità dell’area L’area carnica centrale è sede di una sismicità di medio livello: sia in epoca storica che strumentale essa è stata colpita da numerosi terremoti talora distruttivi. Secondo il catalogo DBMI04 (Stucchi et al., 2007), fra i maggiori eventi sismici che hanno interessato l’area ricordiamo il terremoto del 25 gennaio 1348 (Mw = 6.66), tradizionalmente conosciuto come terremoto di Villach, ma il cui epicentro non è ancora stato ben vincolato. Questo sisma fu avvertito infatti in una vastissima area che abbraccia tutta l’Italia nord-orientale, l’Austria e la Baviera. La revisione dei dati storici effettuata da Hammerl (1994), sposta l’epicentro nell’area carnica. Il terremoto del 26 marzo 1511 (Mw = 6.51) produsse gravi danni in una vasta area compresa fra la valle della Sava e quella del Tagliamento. Recenti studi, basati sull’inversione dei dati macrosismici, ne pongono l’epicentro lungo la valle dell’Idrija (Fizko et al., 2005). Secondo il catalogo DBMI04 l’epicentro sarebbe invece da collocare nella zona confinaria italo-slovena a nord di Udine. Durante il XVIII secolo l’area fu interessata da un’importante crisi sismica durante la quale terremoti di intensità compresa fra l’VIII e il IX MCS colpirono il tolmezzino (28 luglio 1700, Mw = 5.77 e 20 ottobre 1788, Mw = 5.71). Il 27 marzo 1928 la zona di Tolmezzo fu nuovamente colpita da un terremoto distruttivo di Mw = 5.75. Anche lungo la valle del But sono stati registrati terremoti di media intensità, come quello di Paluzza (05/11/1956: Mw = 5.1) e di Zuglio (26/05/1959: Mw = 5.23). Infine il 14 febbraio 2002 l’area di Moggio Udinese è stata interessata da un il terremoto di Mw = 5.13. I meccanismi focali dell’area carnica centrale sono in massima parte di tipo trascorrente con movimento destro sul piano WNW-ESE e sinistro sul piano coniugato (Renner, 1995, Poli et al., 2000). L’asse di massimo sforzo di questi terremoti è comunque sempre compatibile con quello regionale ricavato dal terremoto del 6 maggio 1976 (Slejko et al., 1999) e con il regime compressivo dell’area (Bressan et al., 2003). Il Catalogo DISS (2010) individua nel tolmezzino una sorgente composita (ITCS067 – But- Chiarsò) che viene a coincidere sul terreno con la linea But-Chiarsò, un sistema polifasico di faglie ad alto angolo a direzione NE-SW e movimento trascorrente sinistro. Le nuove ricerche geologico-strutturali Rilievi geologico-strutturali eseguiti nella regione carnico-giulia compresa fra il confine italosloveno e l’alta valle del Tagliamento verso il confine con il Veneto, hanno consentito di definire l’assetto strutturale dell’area, che si presenta dominato dall’attività deformativa di un ampio fascio anastomosato di faglie ad alto angolo a direzione media WNW-ESE e movimento trascorrente destro. Il sistema è formato da alcune faglie trascorrenti principali con associate faglie sintetiche e antitetiche, duplex transpressivi e strutture a fiore positive fino alla scala chilometrica, da bend e pieghe en-echelon. Questo sistema di faglie ad alto angolo si trova in continuità con il sistema di faglie trascorrenti di Idrija, ben documentato in territorio sloveno. L’attività recente è testimoniata dal fatto che il sistema di faglie trascorrenti, che taglia sia le strutture dinariche paleogeniche che quelle neoalpine, deforma anche le successioni continentali pliocenico – pleistoceniche (Zancleano – Pleistocene medio) affioranti nella media valle del Tagliamento (Monegato e Stefani, 2011). L’attività neotettonica è inoltre comprovata da importanti evidenze morfotettoniche come le numerose anomalie del drenaggio e orografiche. Infine le rilevanti deformazioni cosismiche misurate nell’area fra Venzone e Carnia a seguito dei terremoti del maggio e settembre 1976 (Talamo et al., 1978), sono localizzate fra i due rami principali del sistema trascorrente identificato, suggerendo la sua attivazione durante la crisi sismica. Considerazioni conclusive Sulla base delle evidenze presentate si ipotizza che i terremoti dell’area carnica centrale siano legati all’attivazione di segmenti appartenenti al sistema trascorrente destro di Idrija che si sta propagando in territorio italiano. Bibliografia Bressan G, Bragato P., Venturini C.; 2003: Stress and strain tensors based on focal mechanisms in the seismotectonic framework of the Eastern Southern Alps. Bull. Seism. Soc. Am.,93, 1280-1297. Fitzko F., Suhadolc P., Audia A., Panza G.F.; 2005: Constrains on the location and mechanism of the 1511 Western- Slovenia earthquake from active tectonics and modeling of macroseismic data. Tectonophysis, 404, 77-90. Hammerl C.; 1994: The earthquake of January 25th, 1348: discussion of source., In: Materials of the CEC project “Review of historical seismicity in Europe”, pp. 225-240, Albini P. & Moroni A. (eds.), CNR Istituto di Ricerca sul Rischio Sismico, Milano, Italy, vol. 2. DISS Working Group (2010). Database of Individual Seismogenic Sources (DISS), Version 3.1.1: A compilation of potential sources for earthquakes larger than M 5.5 in Italy and surrounding areas. Available at: http://diss.rm.ingv.it/diss/ , © INGV 2010. Monegato G., Stefani C.; 2011: Preservation of a long-lived fluvial system in a mountain chain: the Tagliamento valley (southeastern Italian Alps). Soc. Sedimentary Geol., SEPM spec. publ., 97, 359-374. Poli M.E., Renner G., Slejko D., Zanferrari A.; 2000: Sismotettonica e cinematica dell'area compresa fra il Veneto orientale e la Slovenia occidentale. 80°Congresso SGI, Trieste, 6-8 settembre 2000. Riassunti, 382-383. Renner G.; 1995: The revision f the Northeastern Italy seismotectonic network catalogue. Boll. Geof. Teor. Appl. 37, 329-505. Slejko D., Neri G., Orozova I., Renner G., Wyss, M.; 1999: Stress field in Friuli (NE Italy) from fault plane solutions of activity following the 1976 main shock. Bull. Seism. Soc. Am., 89, 1037-1052. Stucchi M., et alii; 2007: DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Available at: http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/ Talamo R., Pampaloni M., Grassi S.; 1978: Risultati delle misure di livellazione di alta precisione eseguite dall’Istituto Geografico Militare nelle zone del Friuli interessate dalle recenti attività sismiche. Boll. Geod. Sci. Aff., 37, 61-75.
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