Ogni riflessione sulla filosofia platonica del Principio si scontra con un dato in apparenza aporetico: da un lato nella Repubblica Platone rinvia al Bene come all'unico Principio di tutte le cose; dall'altro le fonti relative all'insegnamento orale di Platone rimandano a due Principi dimoranti oltre ogni forma di essere, all'Uno e alla Dualità Indeterminata. Piuttosto che tradire una qualche contraddizione, tale dato sembra in realtà presupporre una filosofia che trascende ogni approccio univocamente monistico o dualistico all'esperienza del Principio. Questo libro vuole mostrare come, intuendo nel Bene la radice dell'Essere, la filosofia platonica voglia orientare verso un Principio che, oltre ogni forma di gerarchia, pone in se stesso e a partire da se stesso la radice tanto dell'Uno quanto dei Molti (la Dualità Indeterminata). In questa prospettiva perde ogni legittimità l'immagine vulgata di un supposto dualismo platonico, e la filosofia di Platone torna a manifestarsi come un pensiero della non dualità fra Bene ed Essere, fra Assoluto e Manifestazione, fra Archetipo ed Icona. Il libro contiene anche un capitolo in cui si svolge una comparazione fra la protologia vedica e quella platonica, nonché un capitolo conclusivo in cui, molto succintamente, si rinvia a peculiari elementi di continuità o discontinuità con Platone riguardo ad alcune significative filosofie del Principio ascrivibili alla tradizione platonica.

Oltre l'uno ed i Molti. Bene ed Essere nella filosofia di Platone.

LAVECCHIA, Salvatore
2010

Abstract

Ogni riflessione sulla filosofia platonica del Principio si scontra con un dato in apparenza aporetico: da un lato nella Repubblica Platone rinvia al Bene come all'unico Principio di tutte le cose; dall'altro le fonti relative all'insegnamento orale di Platone rimandano a due Principi dimoranti oltre ogni forma di essere, all'Uno e alla Dualità Indeterminata. Piuttosto che tradire una qualche contraddizione, tale dato sembra in realtà presupporre una filosofia che trascende ogni approccio univocamente monistico o dualistico all'esperienza del Principio. Questo libro vuole mostrare come, intuendo nel Bene la radice dell'Essere, la filosofia platonica voglia orientare verso un Principio che, oltre ogni forma di gerarchia, pone in se stesso e a partire da se stesso la radice tanto dell'Uno quanto dei Molti (la Dualità Indeterminata). In questa prospettiva perde ogni legittimità l'immagine vulgata di un supposto dualismo platonico, e la filosofia di Platone torna a manifestarsi come un pensiero della non dualità fra Bene ed Essere, fra Assoluto e Manifestazione, fra Archetipo ed Icona. Il libro contiene anche un capitolo in cui si svolge una comparazione fra la protologia vedica e quella platonica, nonché un capitolo conclusivo in cui, molto succintamente, si rinvia a peculiari elementi di continuità o discontinuità con Platone riguardo ad alcune significative filosofie del Principio ascrivibili alla tradizione platonica.
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