Scopo del saggio è contestare le tesi della storiografia newtoniana di orientamento teologizzante (J.E. Force e J.E. McGuire) che, oltre a esplorare utilmente le relazioni tra filosofia naturale e posizioni teologiche e religiose di Newton, si è spinta fino a ritenere che la prospettiva teologica sorreggesse la struttura stessa dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica. Tenendo al centro dell’analisi lo Scholium Generale, ma senza limitarmi a questo celebre testo, ho cercato di mostrare come la storiografia newtoniana teologizzante abbia taciuto sulla questione essenziale del rapporto tra filosofia naturale e teologia nell’opera newtoniana e cioè sul fatto che le considerazioni teologiche non abbiano avuto parte alcuna nell’aspetto che costituisce la novità e la potenza del metodo di Newton, vale a dire l’applicazione della matematica alla fisica. La mia valutazione è che indubbiamente Newton intese collocare la propria indagine entro uno sfondo teologico e si propose di orientare la propria filosofia naturale verso un ‘coronamento’ teologico; tuttavia questa intenzione non condizionò l’esercizio effettivo dell’indagine scientifica, perché non era legata a questa da un nesso logico cogente, ma vi si intrecciò e sovrappose come riflessione interpretativa. Il rapporto tra filosofia naturale e teologia in Newton è mosso da una preoccupazione costante di armonizzazione, che non può essere però confusa con una effettiva dipendenza fondativa della indagine fisica rispetto alla cornice teologica.
Filosofia naturale e teologia nello Scholium Generale di Newton
LOTTI, Brunello
2006-01-01
Abstract
Scopo del saggio è contestare le tesi della storiografia newtoniana di orientamento teologizzante (J.E. Force e J.E. McGuire) che, oltre a esplorare utilmente le relazioni tra filosofia naturale e posizioni teologiche e religiose di Newton, si è spinta fino a ritenere che la prospettiva teologica sorreggesse la struttura stessa dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica. Tenendo al centro dell’analisi lo Scholium Generale, ma senza limitarmi a questo celebre testo, ho cercato di mostrare come la storiografia newtoniana teologizzante abbia taciuto sulla questione essenziale del rapporto tra filosofia naturale e teologia nell’opera newtoniana e cioè sul fatto che le considerazioni teologiche non abbiano avuto parte alcuna nell’aspetto che costituisce la novità e la potenza del metodo di Newton, vale a dire l’applicazione della matematica alla fisica. La mia valutazione è che indubbiamente Newton intese collocare la propria indagine entro uno sfondo teologico e si propose di orientare la propria filosofia naturale verso un ‘coronamento’ teologico; tuttavia questa intenzione non condizionò l’esercizio effettivo dell’indagine scientifica, perché non era legata a questa da un nesso logico cogente, ma vi si intrecciò e sovrappose come riflessione interpretativa. Il rapporto tra filosofia naturale e teologia in Newton è mosso da una preoccupazione costante di armonizzazione, che non può essere però confusa con una effettiva dipendenza fondativa della indagine fisica rispetto alla cornice teologica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


