Il saggio analizza le rappresentazioni dell’età e del genere nel road movie, prendendo avvio dal film Thelma & Louise (1991) di Ridley Scott, considerato emblematico delle dinamiche che caratterizzano le narrazioni di viaggio al femminile. In particolare, il film esemplifica due tratti ricorrenti: da un lato, la spinta al viaggio come atto di fuga dalle condizioni materiali e sociali che limitano la libertà delle protagoniste in quanto donne; dall’altro, l’esito tragico del percorso, che sottolinea l’impossibilità di sottrarsi alle costrizioni di una società e di un genere cinematografico strutturalmente patriarcali. Il saggio esplora come, nel contesto del road movie, la presenza di protagoniste femminili — e ancor più di donne anziane — rappresenti un’anomalia narrativa e ideologica spesso risolta attraverso forme di censura o punizione simbolica. Successivamente, l’analisi si concentra sulla rappresentazione delle donne di età avanzata nel cinema contemporaneo, evidenziandone la marginalità e la ridotta agency. Nella parte conclusiva, la riflessione intreccia la prospettiva di genere con quella anagrafica per discutere due road movie italiani recenti, mostrando come la combinazione di questi due fattori renda il soggetto femminile maturo un corpo eccedente rispetto alle convenzioni del genere. Da un punto di vista teorico, il saggio adotta l’approccio anocritico, sviluppato nell’ambito della Gerontologia culturale, che propone una lettura intersezionale centrata sull’intreccio tra età e genere e sulla distinzione tra età cronologica e costruzioni culturali dell’invecchiamento.
Sempre in viaggio: età e genere nel road movie
Gloria Dagnino
2025-01-01
Abstract
Il saggio analizza le rappresentazioni dell’età e del genere nel road movie, prendendo avvio dal film Thelma & Louise (1991) di Ridley Scott, considerato emblematico delle dinamiche che caratterizzano le narrazioni di viaggio al femminile. In particolare, il film esemplifica due tratti ricorrenti: da un lato, la spinta al viaggio come atto di fuga dalle condizioni materiali e sociali che limitano la libertà delle protagoniste in quanto donne; dall’altro, l’esito tragico del percorso, che sottolinea l’impossibilità di sottrarsi alle costrizioni di una società e di un genere cinematografico strutturalmente patriarcali. Il saggio esplora come, nel contesto del road movie, la presenza di protagoniste femminili — e ancor più di donne anziane — rappresenti un’anomalia narrativa e ideologica spesso risolta attraverso forme di censura o punizione simbolica. Successivamente, l’analisi si concentra sulla rappresentazione delle donne di età avanzata nel cinema contemporaneo, evidenziandone la marginalità e la ridotta agency. Nella parte conclusiva, la riflessione intreccia la prospettiva di genere con quella anagrafica per discutere due road movie italiani recenti, mostrando come la combinazione di questi due fattori renda il soggetto femminile maturo un corpo eccedente rispetto alle convenzioni del genere. Da un punto di vista teorico, il saggio adotta l’approccio anocritico, sviluppato nell’ambito della Gerontologia culturale, che propone una lettura intersezionale centrata sull’intreccio tra età e genere e sulla distinzione tra età cronologica e costruzioni culturali dell’invecchiamento.| File | Dimensione | Formato | |
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