Il contributo propone un’analisi comparata tra un’opera pittorica di Edward Hopper e un set cinematografico in un film di Alfred Hitchcock, intesi come sistemi di rappresentazione fondati su precise scelte prospettiche, compositive e narrative. Attraverso un approccio che integra strumenti della teoria del disegno, della rappresentazione architettonica e degli studi visuali, il saggio indaga il ruolo dello spazio costruito e della prospettiva nella composizione di immagini capaci di suscitare sensazioni contrastanti o che rispecchiano la psiche umana. L’analisi si concentra in particolare sul dipinto House by the Railroad (1925) e su casa Bates nel film Psycho (1960), considerate come dispositivi rappresentativi complessi in cui il disegno dello spazio diviene veicolo di significati psicologici e simbolici. Il confronto tra pittura e cinema consente di evidenziare come, al di là della differenza di medium, entrambi gli autori elaborino una comune poetica della visione fondata sul tema dell’isolamento, della solitudine e del mistero che restituisce una tensione tra ordine geometrico e disgregazione psichica.
Tra malinconia e inquietudine: analisi prospettica, modellazione e comparazione di due abitazioni iconiche dell’immaginario pittorico e cinematografico
Veronica Riavis
Primo
;Alberto Sdegno
Secondo
2026-01-01
Abstract
Il contributo propone un’analisi comparata tra un’opera pittorica di Edward Hopper e un set cinematografico in un film di Alfred Hitchcock, intesi come sistemi di rappresentazione fondati su precise scelte prospettiche, compositive e narrative. Attraverso un approccio che integra strumenti della teoria del disegno, della rappresentazione architettonica e degli studi visuali, il saggio indaga il ruolo dello spazio costruito e della prospettiva nella composizione di immagini capaci di suscitare sensazioni contrastanti o che rispecchiano la psiche umana. L’analisi si concentra in particolare sul dipinto House by the Railroad (1925) e su casa Bates nel film Psycho (1960), considerate come dispositivi rappresentativi complessi in cui il disegno dello spazio diviene veicolo di significati psicologici e simbolici. Il confronto tra pittura e cinema consente di evidenziare come, al di là della differenza di medium, entrambi gli autori elaborino una comune poetica della visione fondata sul tema dell’isolamento, della solitudine e del mistero che restituisce una tensione tra ordine geometrico e disgregazione psichica.| File | Dimensione | Formato | |
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