La recensione esamina la nuova edizione di "L’aghe dapît la cleve. Conte di amôr" di Dino Virgili, curata da Davide Turello nel centenario della nascita dell’autore. Ricostruita la complessa vicenda editoriale del romanzo, dalle pubblicazioni in rivista all’edizione definitiva del 1979, vengono evidenziate le varianti non soltanto formali ma anche lessicali intervenute nel tempo. L’opera è inoltre collocata nel contesto di "Risultive" e del progetto di una «letteratura nazionale» friulana, di cui rappresenta un significativo «manifesto della friulanità». Particolare attenzione è riservata alla ricchezza lessicale del romanzo e alle difficoltà che essa pone al lettore contemporaneo. La nuova edizione sceglie di favorirne la fruibilità attraverso un ampio apparato di note e l’adeguamento alla grafia ufficiale e, in larga misura, al friulano standard. La recensione analizza criticamente le conseguenze filologiche di tale normalizzazione, pur riconoscendone le finalità didattiche e culturali. Se per lo studio filologico resta dunque imprescindibile l’edizione del 1979, quella curata da Turello costituisce uno strumento adeguato per avvicinare nuovi lettori all’opera e alla lettoscrittura in friulano. In questa prospettiva, il volume solleva più ampiamente il problema del rapporto tra conservazione del testo letterario, standardizzazione linguistica e trasmissione contemporanea del friulano.
Dino Virgili, "L’aghe dapît la cleve. Conte di amôr", par cure di Davide Turello (Martignà - Udin, Comun di Martignà - Societât Filologjiche Furlane, 2025)
Zanello Gabriele
2025-01-01
Abstract
La recensione esamina la nuova edizione di "L’aghe dapît la cleve. Conte di amôr" di Dino Virgili, curata da Davide Turello nel centenario della nascita dell’autore. Ricostruita la complessa vicenda editoriale del romanzo, dalle pubblicazioni in rivista all’edizione definitiva del 1979, vengono evidenziate le varianti non soltanto formali ma anche lessicali intervenute nel tempo. L’opera è inoltre collocata nel contesto di "Risultive" e del progetto di una «letteratura nazionale» friulana, di cui rappresenta un significativo «manifesto della friulanità». Particolare attenzione è riservata alla ricchezza lessicale del romanzo e alle difficoltà che essa pone al lettore contemporaneo. La nuova edizione sceglie di favorirne la fruibilità attraverso un ampio apparato di note e l’adeguamento alla grafia ufficiale e, in larga misura, al friulano standard. La recensione analizza criticamente le conseguenze filologiche di tale normalizzazione, pur riconoscendone le finalità didattiche e culturali. Se per lo studio filologico resta dunque imprescindibile l’edizione del 1979, quella curata da Turello costituisce uno strumento adeguato per avvicinare nuovi lettori all’opera e alla lettoscrittura in friulano. In questa prospettiva, il volume solleva più ampiamente il problema del rapporto tra conservazione del testo letterario, standardizzazione linguistica e trasmissione contemporanea del friulano.| File | Dimensione | Formato | |
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