Il saggio è frutto della partecipazione a un gruppo di ricerca coordinato dal prof. Massimo Augello dell'Università di Pisa, volto ad approfondire il ruolo delle istituzioni nello sviluppo dell'economia politica e nella professionalizzazione degli economisti. In tale ambito si sono ricostruite le attività dei comitati locali, segnatamente quelli di Bergamo, Bologna, Brescia, Napoli, Roma, Torino, Venezia, dell'Associazione per il progresso degli studi economici in Italia, sorta nel gennaio 1875 per impulso di Luigi Luzzatti e di altri economisti 'statalisti' della Scuola lombardo-veneta in contrapposizione ai liberisti dottrinari guidati da Francesco Ferrara. Tali comitati, di cui si delineano le aggregazioni sociali e le personalità più rilevanti che vi parteciparono, operarono per alcuni anni sia sul terreno dell'elaborazione teorica sia su quello della scienza applicata, discutendo soprattutto di opere pie e di lavoro femminile e minorile, invocando su queste e altre materie una più incisiva legislazione e propugnando un intervento integrativo e sussidiario da parte dello Stato; essi si avvalsero, nelle loro indagini, del metodo induttivo e sperimentale, valorizzando gli apporti della nascente statistica "investigatrice".

Comitati dell'Associazione per il progresso degli studi economici in Italia (1875-1879)

BOF, Frediano
2000

Abstract

Il saggio è frutto della partecipazione a un gruppo di ricerca coordinato dal prof. Massimo Augello dell'Università di Pisa, volto ad approfondire il ruolo delle istituzioni nello sviluppo dell'economia politica e nella professionalizzazione degli economisti. In tale ambito si sono ricostruite le attività dei comitati locali, segnatamente quelli di Bergamo, Bologna, Brescia, Napoli, Roma, Torino, Venezia, dell'Associazione per il progresso degli studi economici in Italia, sorta nel gennaio 1875 per impulso di Luigi Luzzatti e di altri economisti 'statalisti' della Scuola lombardo-veneta in contrapposizione ai liberisti dottrinari guidati da Francesco Ferrara. Tali comitati, di cui si delineano le aggregazioni sociali e le personalità più rilevanti che vi parteciparono, operarono per alcuni anni sia sul terreno dell'elaborazione teorica sia su quello della scienza applicata, discutendo soprattutto di opere pie e di lavoro femminile e minorile, invocando su queste e altre materie una più incisiva legislazione e propugnando un intervento integrativo e sussidiario da parte dello Stato; essi si avvalsero, nelle loro indagini, del metodo induttivo e sperimentale, valorizzando gli apporti della nascente statistica "investigatrice".
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