Il carvacrolo (2-metil-5-(1-metil)-fenolo), derivato fenolico contenuto in alta percentuale negli oli essenziali di origano e timo (fam. Labiatae), è un additivo alimentare ufficialmente riconosciuto da FAO/WHO, Consiglio d’Europa, U.S. FDA, al quale sono attribuite funzioni di promotore della crescita (animali da reddito), antimicrobico, anti-infiammatorio, immunomodulante (medicina umana e veterinaria). La ricerca è stata finalizzata a valutare l'effetto dell’integrazione dietetica (0,025 e 0,05% della dieta) di carvacrolo sulle performances di crescita, sulla risposta immunitaria umorale (proteine totali, immunoglobuline totali, attività del lisozima), sulla risposta immunitaria cellulare (fagocitosi, burst respiratorio, contenuto di perossidasi, pinocitosi) e sulla resistenza a Listonella (Vibrio) anguillarum sierotipo O1 nel branzino (Dicentrarchus labrax ). Nove gruppi di giovanili di branzino (69,2 ± 0,22 g) sono stati mantenuti in condizioni controllate di allevamento e alimentati con le diete sperimentali per 9 settimane. L'inclusione di carvacrolo nella dieta non ha inciso negativamente sulla sopravvivenza dei pesci, sul comportamento alimentare, sulle performances di crescita, espresse come aumento di peso, tasso di crescita specifico, fattore di conversione (P>0,05). Similmente, la somministrazione di carvacrolo non ha determinato differenze significative nel rendimento della carcassa, negli indici viscerosomatico ed epatosomatico, nel tenore di grasso periviscerale (P>0,05). Il siero (10 sogg/dieta) e i leucociti di rene anteriore (5 sogg/dieta) sono stati prelevati dopo 1, 4 e 8 settimane di alimentazione. Le due dosi di carvacrolo hanno indotto una significativa diminuzione delle proteine, delle immunoglobul ine e dell’attività del lisozima nel siero (P<0,01), hanno stimolato solo moderatamente la fagocitosi e la pinocitosi dei leucociti mentre non hanno modificato il contenuto di perossidasi dei leucociti. Nel corso della prova la produzione di ROS da parte dei leucociti è risultata minore nei branzini alimentati con il carvacrolo rispetto a quanto rilevato nei soggetti di controllo, e significativamente più bassa (P<0,05) in quelli alimentati per 7 giorni con la dose 0,05%. Questi risultati suggeriscono che il carvacr olo somministrato con la dieta agisce come antiossidante, piuttosto che come promotore della risposta immunitaria aspecifica del branzino. Dopo 8 settimane di alimentazione, i branzini sono stati sottoposti ad infezioni sperimentali per via intraperitoneale con L. (V.) anguillarum (6x10 6 UFC/ml, 200 μl/sogg, >DL50; 2x10 6 UFC/ml, 200 μl/sogg, <DL 50). Come atteso, l’esposizione dei soggetti sperimentali alla dose infettante superiore alla DL50 non ha consentito di rilevare protezione nei confronti del patogeno, per entrambi i livelli di carvacrolo somministrati. Nel caso dell’infezione con dose inferiore alla DL50 il tasso di mortalità cumulativa nei pesci alimentati con entrambe le dosi di carvacrolo è risultato minore rispetto a quello dei soggetti non trattati. Il valore di RPS (percentuale relativa di sopravvivenza) era pari al 75% nei soggetti alimentati con carvacrolo allo 0,025% e al31% nei soggetti alimentati con carvacrolo allo 0,05%. La protezione conferita da questo derivato fenolico sembra dipendere principalmente dalla sua azione antibatterica, sebbene siano necessari ulteriori approfondimenti per spiegare l’apparente minore efficacia della dose più alta.

Effetto di diete integrate con carvacrolo su risposta immunitaria e resistenza a VIBRIO ANGUILLARUM del branzino (Dicentrarchus labrax)

VOLPATTI, Donatella;BULFON, Chiara;TULLI, Francesca;GALEOTTI, Marco
2011

Abstract

Il carvacrolo (2-metil-5-(1-metil)-fenolo), derivato fenolico contenuto in alta percentuale negli oli essenziali di origano e timo (fam. Labiatae), è un additivo alimentare ufficialmente riconosciuto da FAO/WHO, Consiglio d’Europa, U.S. FDA, al quale sono attribuite funzioni di promotore della crescita (animali da reddito), antimicrobico, anti-infiammatorio, immunomodulante (medicina umana e veterinaria). La ricerca è stata finalizzata a valutare l'effetto dell’integrazione dietetica (0,025 e 0,05% della dieta) di carvacrolo sulle performances di crescita, sulla risposta immunitaria umorale (proteine totali, immunoglobuline totali, attività del lisozima), sulla risposta immunitaria cellulare (fagocitosi, burst respiratorio, contenuto di perossidasi, pinocitosi) e sulla resistenza a Listonella (Vibrio) anguillarum sierotipo O1 nel branzino (Dicentrarchus labrax ). Nove gruppi di giovanili di branzino (69,2 ± 0,22 g) sono stati mantenuti in condizioni controllate di allevamento e alimentati con le diete sperimentali per 9 settimane. L'inclusione di carvacrolo nella dieta non ha inciso negativamente sulla sopravvivenza dei pesci, sul comportamento alimentare, sulle performances di crescita, espresse come aumento di peso, tasso di crescita specifico, fattore di conversione (P>0,05). Similmente, la somministrazione di carvacrolo non ha determinato differenze significative nel rendimento della carcassa, negli indici viscerosomatico ed epatosomatico, nel tenore di grasso periviscerale (P>0,05). Il siero (10 sogg/dieta) e i leucociti di rene anteriore (5 sogg/dieta) sono stati prelevati dopo 1, 4 e 8 settimane di alimentazione. Le due dosi di carvacrolo hanno indotto una significativa diminuzione delle proteine, delle immunoglobul ine e dell’attività del lisozima nel siero (P<0,01), hanno stimolato solo moderatamente la fagocitosi e la pinocitosi dei leucociti mentre non hanno modificato il contenuto di perossidasi dei leucociti. Nel corso della prova la produzione di ROS da parte dei leucociti è risultata minore nei branzini alimentati con il carvacrolo rispetto a quanto rilevato nei soggetti di controllo, e significativamente più bassa (P<0,05) in quelli alimentati per 7 giorni con la dose 0,05%. Questi risultati suggeriscono che il carvacr olo somministrato con la dieta agisce come antiossidante, piuttosto che come promotore della risposta immunitaria aspecifica del branzino. Dopo 8 settimane di alimentazione, i branzini sono stati sottoposti ad infezioni sperimentali per via intraperitoneale con L. (V.) anguillarum (6x10 6 UFC/ml, 200 μl/sogg, >DL50; 2x10 6 UFC/ml, 200 μl/sogg,
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