La crescente sensibilità nei confronti del tema del consolidamento strutturale ha portato negli ultimi anni alla ricerca di soluzioni tecnologiche in grado di garantire per quanto possibile l’autenticità e l’integrità del manufatto, la conservazione dei materiali e dell’impianto strutturale, la reversibilità o la minima invasività dell’intervento e la sua compatibilità con l’esistente, in accordo con i principi enunciati dalle Carte del Restauro . Negli interventi di rinforzo strutturale del costruito storico uno dei problemi più ricorrenti riguarda il consolidamento dei solai in legno: in questi casi può essere necessario garantire un incremento dei carichi accidentali per un cambio di destinazione d’uso oppure più semplicemente incrementare la rigidezza per diminuire la loro deformabilità flessionale. Negli edifici in zona sismica è inoltre importante assicurare un comportamento scatolare globale della costruzione nei confronti delle azioni orizzontali e quindi gli impalcati devono garantire un effetto diaframma rigido nel piano ed essere connessi alle murature . Una tecnica di rinforzo efficace e molto diffusa in Italia è basata sulla realizzazione di una sezione mista legno-calcestruzzo, costituita dalle travi in legno esistenti connesse ad una cappa di calcestruzzo di 4-5 cm di spessore, tramite connettori metallici o di altre diverse tipologie. Si ottiene così un incremento significativo di rigidezza che consente di reggere carichi verticali più impegnativi e quindi anche variazioni di destinazione d’uso. Nel contempo la cappa in calcestruzzo, se adeguatamente connessa con i muri perimetrali, è in grado di creare un diaframma di piano e migliorare la resistenza globale degli edifici in muratura alle azioni sismiche. La realizzazione della soletta in calcestruzzo consente di ridistribuire i carichi e fornisce un discreto isolamento acustico oltre alla protezione al fuoco. Per contro una soletta anche di modesto spessore incrementa i carichi permanenti e di conseguenza le azioni sulle fondazioni e l’entità dell’azione sismica di piano. Recentemente altre soluzioni sono state proposte e studiate con lo scopo di sviluppare tecnologie reversibili e ancora meno invasive, basate per esempio sull’uso di solette di malta o sulla connessione con profili in acciaio. Particolare attenzione è stata dedicata nell’ambito della ricerca sperimentale a soluzioni a secco, basate sull’uso di elementi di rinforzo in legno. Nell'articolo sono illustrate alcune di queste proposte.
Interventi a secco per il rinforzo dei solai in legno
GUBANA, Alessandra
2015-01-01
Abstract
La crescente sensibilità nei confronti del tema del consolidamento strutturale ha portato negli ultimi anni alla ricerca di soluzioni tecnologiche in grado di garantire per quanto possibile l’autenticità e l’integrità del manufatto, la conservazione dei materiali e dell’impianto strutturale, la reversibilità o la minima invasività dell’intervento e la sua compatibilità con l’esistente, in accordo con i principi enunciati dalle Carte del Restauro . Negli interventi di rinforzo strutturale del costruito storico uno dei problemi più ricorrenti riguarda il consolidamento dei solai in legno: in questi casi può essere necessario garantire un incremento dei carichi accidentali per un cambio di destinazione d’uso oppure più semplicemente incrementare la rigidezza per diminuire la loro deformabilità flessionale. Negli edifici in zona sismica è inoltre importante assicurare un comportamento scatolare globale della costruzione nei confronti delle azioni orizzontali e quindi gli impalcati devono garantire un effetto diaframma rigido nel piano ed essere connessi alle murature . Una tecnica di rinforzo efficace e molto diffusa in Italia è basata sulla realizzazione di una sezione mista legno-calcestruzzo, costituita dalle travi in legno esistenti connesse ad una cappa di calcestruzzo di 4-5 cm di spessore, tramite connettori metallici o di altre diverse tipologie. Si ottiene così un incremento significativo di rigidezza che consente di reggere carichi verticali più impegnativi e quindi anche variazioni di destinazione d’uso. Nel contempo la cappa in calcestruzzo, se adeguatamente connessa con i muri perimetrali, è in grado di creare un diaframma di piano e migliorare la resistenza globale degli edifici in muratura alle azioni sismiche. La realizzazione della soletta in calcestruzzo consente di ridistribuire i carichi e fornisce un discreto isolamento acustico oltre alla protezione al fuoco. Per contro una soletta anche di modesto spessore incrementa i carichi permanenti e di conseguenza le azioni sulle fondazioni e l’entità dell’azione sismica di piano. Recentemente altre soluzioni sono state proposte e studiate con lo scopo di sviluppare tecnologie reversibili e ancora meno invasive, basate per esempio sull’uso di solette di malta o sulla connessione con profili in acciaio. Particolare attenzione è stata dedicata nell’ambito della ricerca sperimentale a soluzioni a secco, basate sull’uso di elementi di rinforzo in legno. Nell'articolo sono illustrate alcune di queste proposte.File | Dimensione | Formato | |
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