Con il perdurare della depressione del ciclo economico di lungo periodo e di elevati costi di materiali e mano d’opera, cui si aggiungono difficoltà di bonifica dei siti inquinati, le aree dismesse sembrano sempre più difficili da riqualificare. Il moltiplicarsi delle occasioni di investimento sui nodi dei trasporti periurbani, in nuove centralità, a fronte di una domanda scarsa, rende ancora più problematico il recupero di molte zone centrali e semiperiferiche in stato di abbandono. A ciò si aggiungono ondate di globalizzazione, con migrazioni di imprenditori di dubbia capacità e con effetti architettonici di scarsa qualità. In un simile contesto la valutazione delle vocazioni di ciascuna area dismessa risulta condizione di base sia per le politiche di una nuova pianificazione induttiva che, anziché basarsi sugli standard parametrici da assegnare pro capite, si basi su standard di prestazione, sia per orientare i promotori e gli investitori sul mercato, verso localizzazioni adeguate, al fine di ottenere nuove sinergie tra le stesse zone riqualificate in diversi punti della città, tra queste zone e il loro circondario, e tra queste zone e le centralità preesistenti. I metodi di valutazione di queste vocazioni delle aree in rapporto al loro stato, alla loro posizione ed al contesto, sono il punto focale di questo articolo. (With the continuing depression in the economic cycle of long-term and high costs of materials and labor, plus the difficulty of remediation of contaminated sites, brownfield sites seem more and more difficult to redevelop. The proliferation of investment opportunities on the nodes of the peri-urban transport, in new central places, in the face of low demand, makes it even more difficult the recovery of many central areas and inner suburban that remain abandoned. In addition, waves of globalization less rich, with the migration of entrepreneurs of dubious ability and consequent architectural effects of poor quality. In this context the evaluation of the vocations of each abandoned area is basic condition for both the policies of a new inductive urban planning that, rather than relying on the standard parameters to be assigned per capita, is based on performance standards, and to direct the promoters and market investors, to suitable locations, in order to obtain new synergies between the same areas rehabilitated in different parts of the city, between these areas and their surroundings, and between these areas and the existing centrality. The methods of evaluation of these vocations of areas in relation to their condition, their location and context, are the focal point of this article.)

Aree dismesse: crisi urbana e loro possibili sinergie con il contesto. Brownfield sites: urban crisis and their possible synergies with the context

PEDROCCO, Piero;
2015

Abstract

Con il perdurare della depressione del ciclo economico di lungo periodo e di elevati costi di materiali e mano d’opera, cui si aggiungono difficoltà di bonifica dei siti inquinati, le aree dismesse sembrano sempre più difficili da riqualificare. Il moltiplicarsi delle occasioni di investimento sui nodi dei trasporti periurbani, in nuove centralità, a fronte di una domanda scarsa, rende ancora più problematico il recupero di molte zone centrali e semiperiferiche in stato di abbandono. A ciò si aggiungono ondate di globalizzazione, con migrazioni di imprenditori di dubbia capacità e con effetti architettonici di scarsa qualità. In un simile contesto la valutazione delle vocazioni di ciascuna area dismessa risulta condizione di base sia per le politiche di una nuova pianificazione induttiva che, anziché basarsi sugli standard parametrici da assegnare pro capite, si basi su standard di prestazione, sia per orientare i promotori e gli investitori sul mercato, verso localizzazioni adeguate, al fine di ottenere nuove sinergie tra le stesse zone riqualificate in diversi punti della città, tra queste zone e il loro circondario, e tra queste zone e le centralità preesistenti. I metodi di valutazione di queste vocazioni delle aree in rapporto al loro stato, alla loro posizione ed al contesto, sono il punto focale di questo articolo. (With the continuing depression in the economic cycle of long-term and high costs of materials and labor, plus the difficulty of remediation of contaminated sites, brownfield sites seem more and more difficult to redevelop. The proliferation of investment opportunities on the nodes of the peri-urban transport, in new central places, in the face of low demand, makes it even more difficult the recovery of many central areas and inner suburban that remain abandoned. In addition, waves of globalization less rich, with the migration of entrepreneurs of dubious ability and consequent architectural effects of poor quality. In this context the evaluation of the vocations of each abandoned area is basic condition for both the policies of a new inductive urban planning that, rather than relying on the standard parameters to be assigned per capita, is based on performance standards, and to direct the promoters and market investors, to suitable locations, in order to obtain new synergies between the same areas rehabilitated in different parts of the city, between these areas and their surroundings, and between these areas and the existing centrality. The methods of evaluation of these vocations of areas in relation to their condition, their location and context, are the focal point of this article.)
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