Quando la dieta offre più calorie del necessario, esse vengono immagazzinate nel tessuto adiposo. Il vantaggio evolutivo del tessuto adiposo è stato quello di soddisfare la necessità di sopravvivere senza mangiare continuamente, ma oggi che la quantità di cibo disponibile è molto più elevata rispetto al passato, vi è una diffusione epidemica dell’obesità. Secondo recenti dati della World Health Organization, la percentuale di persone adulte sovrappeso in Europa si attesta tra il 32-79% negli uomini e il 28-78% nelle donne e quella delle persone obese tra il 5-23% degli uomini e il 7-36% delle donne (WHO, 2014). Negli adulti, il sovrappeso è definito quando l’indice di massa corporea (BMI) è ≥ 25kg/m2, l’obesità quando il BMI è ≥ 30kg/m2. L’aumento della percentuale di peso nei bambini è un dato allarmante in quanto oltre il 60% dei ragazzi è sovrappeso prima della pubertà. Prevenire l’obesità ed i fattori di rischio ad essa correlati quali la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcune forme di cancro, è diventato un intervento urgente che deve essere attuato attraverso approcci diversi e innovativi. Ovviamente la terapia più comune coinvolge la diminuzione dell’assunzione di cibo e/o l’aumento del consumo di energia, ma da recenti ricerche una delle terapie possibili potrebbe partire proprio dal tessuto adiposo stesso. Ciò riveste importanza anche nel trattamento di pazienti geneticamente predisposti a sviluppare obesità e le conseguenti malattie metaboliche e cardiovascolari. Pertanto, riconsiderando il tessuto adiposo non solo come organo di riserva per lo stoccaggio di substrati altamente energetici, questo lavoro vuole riepilogare le diverse funzioni delle cellule adipose coinvolte in un’ampia gamma di pathways cellulari e porre in luce le nuove e possibili indicazioni nella lotta all’obesità.

Bianco, bruno e beige: diverse sfumature di grasso

COLITTI, Monica;
2016

Abstract

Quando la dieta offre più calorie del necessario, esse vengono immagazzinate nel tessuto adiposo. Il vantaggio evolutivo del tessuto adiposo è stato quello di soddisfare la necessità di sopravvivere senza mangiare continuamente, ma oggi che la quantità di cibo disponibile è molto più elevata rispetto al passato, vi è una diffusione epidemica dell’obesità. Secondo recenti dati della World Health Organization, la percentuale di persone adulte sovrappeso in Europa si attesta tra il 32-79% negli uomini e il 28-78% nelle donne e quella delle persone obese tra il 5-23% degli uomini e il 7-36% delle donne (WHO, 2014). Negli adulti, il sovrappeso è definito quando l’indice di massa corporea (BMI) è ≥ 25kg/m2, l’obesità quando il BMI è ≥ 30kg/m2. L’aumento della percentuale di peso nei bambini è un dato allarmante in quanto oltre il 60% dei ragazzi è sovrappeso prima della pubertà. Prevenire l’obesità ed i fattori di rischio ad essa correlati quali la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcune forme di cancro, è diventato un intervento urgente che deve essere attuato attraverso approcci diversi e innovativi. Ovviamente la terapia più comune coinvolge la diminuzione dell’assunzione di cibo e/o l’aumento del consumo di energia, ma da recenti ricerche una delle terapie possibili potrebbe partire proprio dal tessuto adiposo stesso. Ciò riveste importanza anche nel trattamento di pazienti geneticamente predisposti a sviluppare obesità e le conseguenti malattie metaboliche e cardiovascolari. Pertanto, riconsiderando il tessuto adiposo non solo come organo di riserva per lo stoccaggio di substrati altamente energetici, questo lavoro vuole riepilogare le diverse funzioni delle cellule adipose coinvolte in un’ampia gamma di pathways cellulari e porre in luce le nuove e possibili indicazioni nella lotta all’obesità.
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