Le prime tracce della presenza del Tirant lo Blanch presso le corti dell'Italia settentrionale risalgono al dicembre del 1500, allorché Isabella d'Este Gonzaga chiedeva in prestito il romanzo di Martorell ad Antonia del Balzo, signora di Bozzolo e familiare della marchesa, che da poco ne era entrata in possesso nel corso di un viaggio a Napoli. Questo fatto dimostra come, in anticipo rispetto all'interesse suscitato dalla successiva ondata di traduzioni di libros de caballerías, le corti padane fossero inclini ad accogliere un largo spettro di narrazioni, anche di carattere meno convenzionale, data la richiesta continua da parte dei signori condottieri di nuovi esempi di cavalleria. La composizione del Mambriano per l'ambiente gonzaghesco rappresenterebbe un caso di apertura nei confronti delle recenti suggestioni iberiche, in quanto proprio il Tirant lo Blanch potrebbe aver fornito al Cieco da Ferrara un repertorio di formule, gesti emblematici e situazioni a cui attingere liberamente qualora abbisognasse di un spunto o, a seconda del grado di notorietà del testo catalano, di un'auctoritas per certi passaggi corrispondenti all'ideale militare del suo signore.

Il ‘Tirant lo Blanch’ tra i versi del ‘Mambriano’ di Francesco Cieco da Ferrara

GESIOT, JACOPO
2015

Abstract

Le prime tracce della presenza del Tirant lo Blanch presso le corti dell'Italia settentrionale risalgono al dicembre del 1500, allorché Isabella d'Este Gonzaga chiedeva in prestito il romanzo di Martorell ad Antonia del Balzo, signora di Bozzolo e familiare della marchesa, che da poco ne era entrata in possesso nel corso di un viaggio a Napoli. Questo fatto dimostra come, in anticipo rispetto all'interesse suscitato dalla successiva ondata di traduzioni di libros de caballerías, le corti padane fossero inclini ad accogliere un largo spettro di narrazioni, anche di carattere meno convenzionale, data la richiesta continua da parte dei signori condottieri di nuovi esempi di cavalleria. La composizione del Mambriano per l'ambiente gonzaghesco rappresenterebbe un caso di apertura nei confronti delle recenti suggestioni iberiche, in quanto proprio il Tirant lo Blanch potrebbe aver fornito al Cieco da Ferrara un repertorio di formule, gesti emblematici e situazioni a cui attingere liberamente qualora abbisognasse di un spunto o, a seconda del grado di notorietà del testo catalano, di un'auctoritas per certi passaggi corrispondenti all'ideale militare del suo signore.
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