Il saggio si propone come un’indagine sulla forma epistolare nella scrittura critica di Rilke e si sofferma in particolare su due raccolte, i Briefe an einen jungen Dichter e i Briefe über Cézanne, mostrando come nella prima le lettere conservino ancora le caratteristiche formali e stilistiche proprie del carteggio privato, risultando in primo luogo imago animae e confessione dell’io, mentre nella seconda traducano nella forma epistolare quel sachliches Sagen, appreso dalla pittura di Cèzanne, e frutto del suo «unwählerisches Schauen», già magistralmente raggiunto in poesia nei Dinggedichte. The essay aims at investigating the epistolary form in Rilke's critical writing and focuses in particular on two collections, the Briefe an einen jungen Dichter and the Briefe über Cézanne, showing how, in the former, the letters still retain the formal and stylistic features of private correspondence, proving to be first and foremost imago animae and self-confession, while in the latter they translate into the epistolary form that sachliches Sagen learnt from Cezanne’s painting and product of his «unwählerisches Schauen», which has already been masterfully achieved in poetry in the Dinggedichte.

La forma epistolare nella scrittura critica di Rainer Maria Rilke: la lettera da imago animae a sachliches Sagen

Elena Polledri
2019

Abstract

Il saggio si propone come un’indagine sulla forma epistolare nella scrittura critica di Rilke e si sofferma in particolare su due raccolte, i Briefe an einen jungen Dichter e i Briefe über Cézanne, mostrando come nella prima le lettere conservino ancora le caratteristiche formali e stilistiche proprie del carteggio privato, risultando in primo luogo imago animae e confessione dell’io, mentre nella seconda traducano nella forma epistolare quel sachliches Sagen, appreso dalla pittura di Cèzanne, e frutto del suo «unwählerisches Schauen», già magistralmente raggiunto in poesia nei Dinggedichte. The essay aims at investigating the epistolary form in Rilke's critical writing and focuses in particular on two collections, the Briefe an einen jungen Dichter and the Briefe über Cézanne, showing how, in the former, the letters still retain the formal and stylistic features of private correspondence, proving to be first and foremost imago animae and self-confession, while in the latter they translate into the epistolary form that sachliches Sagen learnt from Cezanne’s painting and product of his «unwählerisches Schauen», which has already been masterfully achieved in poetry in the Dinggedichte.
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