L’articolo analizza le prose poetiche della raccolta Fatti di Caravaggio di Roberto Rossi Precerutti, inserendole da subito all’interno del contesto novecentesco e in continuità con le riflessioni sulla poesia in prosa come genere. Le prose della raccolta sono analizzate su più livelli: metrico, sintattico, linguistico e contenutistico. Ciò che i testi evidenziano, inoltre, è un complesso – ma non inedito, per l’autore – legame tra la prosa poetica e le opere pittoriche, in questo caso caravaggesche. Tale connessione fa emergere non soltanto un io lirico instabile e non univoco, che tende a istituire tre diversi modelli di soggettività, ma anche una riflessione che il poeta fa a partire dalla questione della reversibilità dello sguardo. Infatti, il rapporto tra i testi e l’opera di Caravaggio non rientra all’interno delle tecniche dell’èkphrasis: si tratta di opere che fanno emergere la presenza di uno sguardo senza osservatore; uno sguardo che fa del lettore uno spettatore, e dello scrittore un osservatore che è – allo stesso tempo – osservato.

Le prose poetiche di Roberto Rossi Precerutti: strutture e reversibilità dello sguardo nei Fatti di Caravaggio (2016)

Belgradi, Davide
2023-01-01

Abstract

L’articolo analizza le prose poetiche della raccolta Fatti di Caravaggio di Roberto Rossi Precerutti, inserendole da subito all’interno del contesto novecentesco e in continuità con le riflessioni sulla poesia in prosa come genere. Le prose della raccolta sono analizzate su più livelli: metrico, sintattico, linguistico e contenutistico. Ciò che i testi evidenziano, inoltre, è un complesso – ma non inedito, per l’autore – legame tra la prosa poetica e le opere pittoriche, in questo caso caravaggesche. Tale connessione fa emergere non soltanto un io lirico instabile e non univoco, che tende a istituire tre diversi modelli di soggettività, ma anche una riflessione che il poeta fa a partire dalla questione della reversibilità dello sguardo. Infatti, il rapporto tra i testi e l’opera di Caravaggio non rientra all’interno delle tecniche dell’èkphrasis: si tratta di opere che fanno emergere la presenza di uno sguardo senza osservatore; uno sguardo che fa del lettore uno spettatore, e dello scrittore un osservatore che è – allo stesso tempo – osservato.
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