Puškin, “il nostro tutto” secondo l’antologico adagio di Grigor’ev, è una presenza sempre viva nella cultura russa contemporanea: così il suo capolavoro Evgenij Onegin, che viene ‘riscritto’ nelle opere di drammaturghi russi contemporanei – o assume la veste (grafica) di un manga e di un romanzo a fumetti. Nuove traduzioni – intralinguistiche e intersemiotiche – di un testo ritenuto intraducibile, eppure tradotto (e ritradotto) in tutte le maggiori lingue nazionali. Da oggi, in massima provocazione, anche in una lingua ‘minore’: il friulano. L’articolo – trascrizione di fatti realmente accaduti (a una conferenza che non si vuole definire tale) – esplora i confini del tradurre, aprendo brecce di senso e di sensi su un’opera che per il lettore straniero ha sempre avuto il gusto indecifrabile e dubbio – come suggeriva Nabokov – dello “Champagne sovietico”.
S-Puškin! Ovvero: Tre traduzioni. Evgenij Onegin a teatro, in fumetto e par furlan
Karin Plattner;
2024-01-01
Abstract
Puškin, “il nostro tutto” secondo l’antologico adagio di Grigor’ev, è una presenza sempre viva nella cultura russa contemporanea: così il suo capolavoro Evgenij Onegin, che viene ‘riscritto’ nelle opere di drammaturghi russi contemporanei – o assume la veste (grafica) di un manga e di un romanzo a fumetti. Nuove traduzioni – intralinguistiche e intersemiotiche – di un testo ritenuto intraducibile, eppure tradotto (e ritradotto) in tutte le maggiori lingue nazionali. Da oggi, in massima provocazione, anche in una lingua ‘minore’: il friulano. L’articolo – trascrizione di fatti realmente accaduti (a una conferenza che non si vuole definire tale) – esplora i confini del tradurre, aprendo brecce di senso e di sensi su un’opera che per il lettore straniero ha sempre avuto il gusto indecifrabile e dubbio – come suggeriva Nabokov – dello “Champagne sovietico”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


