L’indagine riguarda le immagini che di Platini ci restituiscono alcuni scrittori (anche in versi) italiani e alcuni giornalisti ascrivibili al gruppo degli scrittori: Gianni Brera, Gianni Mura, Gian Paolo Ormezzano e Roberto Beccantini, tra gli altri. Quella senz’altro più frequente è la descrizione di Platini come vir binarius, di una binarietà colta negli aspetti più diversi. Quello principale è il suo essere al tempo stesso francese e italiano: ovvero il suo presentarsi come Mr. Platini, l’italien (titolo di Mura). D’altra parte, per noi italiani Platini è tutto francese. In questa sua francesità entrano componenti diverse, e, al limite, contraddittorie, come l’essere al tempo stesso guascone e regale; ma soprattutto Platini è francese – ed è questo ciò che più contribuisce alla sua alterità rispetto al sentire di noi italiani – nel disinteresse per il risultato. Spesseggiano poi le immagini metaforiche. La più frequente, è quella che in Platini vede il direttore d’orchestra; ma Platini è anche la bellezza stessa, l’artista e l’opera d’arte, il funambolo, l’illusionista, il cuoco di genio, l’incarnazione del volo di un cigno, un re, un imperatore (Napoleone), un rivoluzionario termidoriano, una creatura mitologica.

Immagini italiane di Michel Platini

Rodolfo Zucco
2025-01-01

Abstract

L’indagine riguarda le immagini che di Platini ci restituiscono alcuni scrittori (anche in versi) italiani e alcuni giornalisti ascrivibili al gruppo degli scrittori: Gianni Brera, Gianni Mura, Gian Paolo Ormezzano e Roberto Beccantini, tra gli altri. Quella senz’altro più frequente è la descrizione di Platini come vir binarius, di una binarietà colta negli aspetti più diversi. Quello principale è il suo essere al tempo stesso francese e italiano: ovvero il suo presentarsi come Mr. Platini, l’italien (titolo di Mura). D’altra parte, per noi italiani Platini è tutto francese. In questa sua francesità entrano componenti diverse, e, al limite, contraddittorie, come l’essere al tempo stesso guascone e regale; ma soprattutto Platini è francese – ed è questo ciò che più contribuisce alla sua alterità rispetto al sentire di noi italiani – nel disinteresse per il risultato. Spesseggiano poi le immagini metaforiche. La più frequente, è quella che in Platini vede il direttore d’orchestra; ma Platini è anche la bellezza stessa, l’artista e l’opera d’arte, il funambolo, l’illusionista, il cuoco di genio, l’incarnazione del volo di un cigno, un re, un imperatore (Napoleone), un rivoluzionario termidoriano, una creatura mitologica.
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