Nell’ambito del progetto Kaukana, condotto in collaborazione tra l’Università di Udine e la Soprintendenza del Mare e che ha l’obiettivo di studiare il paesaggio sommerso e costiero della provincia di Ragusa, sono state condotte due campagne archeologi-che subacquee su un relitto inedito di epoca classica, scoperto nelle Secche di Circe nel comune di Ispica. Il processo investigati-vo ha portato alla luce circa sei metri dello scafo della nave. La struttura è di tipo “a guscio portante”, con il fasciame assemblato utilizzando la tecnica di mortasa e tenone. Il collegamento con le ordinate è assicurato mediante l’uso sia di cavicchi di legno che di chiodi. L’analisi iniziale al radiocarbonio del relitto ha restituito un intervallo di date approssimativo compreso tra l’VIII e il V secolo a.C. Tuttavia, un primo esame dei materiali recuperati dal relitto, tra cui un frammento di ceramica a figure nere e una sa-liera con iscrizione, ha confermato solo parzialmente questo quadro cronologico iniziale. Di conseguenza, l’ampio spettro inizia-le è stato ristretto alla fine del V secolo. Sulle stesse Secche di Circe, a poche decine di metri di distanza, si trovano anche due an-coraggi distinti. Uno è costituito da elementi in pietra genericamente riconducibili alla preistoria, mentre il secondo è costituito da ancore in ferro a forma di T rovesciata chiaramente attribuibili al cosiddetto tipo bizantino.

Naufragare sulle Secche di Circe. Primo report sul relitto di epoca classica rinvenuto nelle acque di Ispica (RG)

Massimo Capulli
2025-01-01

Abstract

Nell’ambito del progetto Kaukana, condotto in collaborazione tra l’Università di Udine e la Soprintendenza del Mare e che ha l’obiettivo di studiare il paesaggio sommerso e costiero della provincia di Ragusa, sono state condotte due campagne archeologi-che subacquee su un relitto inedito di epoca classica, scoperto nelle Secche di Circe nel comune di Ispica. Il processo investigati-vo ha portato alla luce circa sei metri dello scafo della nave. La struttura è di tipo “a guscio portante”, con il fasciame assemblato utilizzando la tecnica di mortasa e tenone. Il collegamento con le ordinate è assicurato mediante l’uso sia di cavicchi di legno che di chiodi. L’analisi iniziale al radiocarbonio del relitto ha restituito un intervallo di date approssimativo compreso tra l’VIII e il V secolo a.C. Tuttavia, un primo esame dei materiali recuperati dal relitto, tra cui un frammento di ceramica a figure nere e una sa-liera con iscrizione, ha confermato solo parzialmente questo quadro cronologico iniziale. Di conseguenza, l’ampio spettro inizia-le è stato ristretto alla fine del V secolo. Sulle stesse Secche di Circe, a poche decine di metri di distanza, si trovano anche due an-coraggi distinti. Uno è costituito da elementi in pietra genericamente riconducibili alla preistoria, mentre il secondo è costituito da ancore in ferro a forma di T rovesciata chiaramente attribuibili al cosiddetto tipo bizantino.
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