Il presente contributo analizza la questione dell’eventuale assimilazione dei notai ad autorità giurisdizionali nel diritto dell’Unione europea. In molti Stati membri, i legislatori hanno progressivamente delegato ai notai funzioni tradizionalmente riservate alla magistratura – quali divorzi consensuali, procedure successorie e rilascio di certificati successori europei – allo scopo di deflazionare il contenzioso giudiziario. Ciò solleva interrogativi sulla possibilità di qualificare i notai come “giurisdizioni” ai sensi dell’art. 267 TFUE, legittimandoli così a presentare rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia. L’articolo esamina l’evoluzione giurisprudenziale dei criteri Vaassen-Göbbels e le recenti pronunce della Corte relative ai regolamenti di cooperazione giudiziaria civile, in particolare il regolamento Bruxelles I bis, il regolamento sul titolo esecutivo europeo e il regolamento successioni (650/2012). L’analisi evidenzia come la Corte abbia mantenuto un approccio restrittivo, negando la qualifica giurisdizionale ai notai in assenza di contraddittorio e di poteri decisori autonomi. Tuttavia, l’autore sottolinea i rischi di tale impostazione per la certezza del diritto e auspica un’interpretazione più estensiva che consenta ai notai, sempre più coinvolti nell’applicazione del diritto internazionale privato dell’UE, di dialogare direttamente con la Corte di giustizia.

LA DISCUSSA NATURA GIURISDIZIONALE DELLA FUNZIONE NOTARILE NEL DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA

Elisabetta Bergamini
2026-01-01

Abstract

Il presente contributo analizza la questione dell’eventuale assimilazione dei notai ad autorità giurisdizionali nel diritto dell’Unione europea. In molti Stati membri, i legislatori hanno progressivamente delegato ai notai funzioni tradizionalmente riservate alla magistratura – quali divorzi consensuali, procedure successorie e rilascio di certificati successori europei – allo scopo di deflazionare il contenzioso giudiziario. Ciò solleva interrogativi sulla possibilità di qualificare i notai come “giurisdizioni” ai sensi dell’art. 267 TFUE, legittimandoli così a presentare rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia. L’articolo esamina l’evoluzione giurisprudenziale dei criteri Vaassen-Göbbels e le recenti pronunce della Corte relative ai regolamenti di cooperazione giudiziaria civile, in particolare il regolamento Bruxelles I bis, il regolamento sul titolo esecutivo europeo e il regolamento successioni (650/2012). L’analisi evidenzia come la Corte abbia mantenuto un approccio restrittivo, negando la qualifica giurisdizionale ai notai in assenza di contraddittorio e di poteri decisori autonomi. Tuttavia, l’autore sottolinea i rischi di tale impostazione per la certezza del diritto e auspica un’interpretazione più estensiva che consenta ai notai, sempre più coinvolti nell’applicazione del diritto internazionale privato dell’UE, di dialogare direttamente con la Corte di giustizia.
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