Il contributo si propone di tracciare un quadro del ruolo evolutivo della giurisprudenza nel diritto commerciale contemporaneo, plasmato dalle dinamiche interconnesse della sostenibilità, della tecnicizzazione e della globalizzazione. In un contesto caratterizzato da fluidità normativa e accelerazione economica, dove coesistono approcci regolatori divergenti – dall’atteggiamento di wait and see dell’ordinamento statunitense alla marcata urgenza normativa dell’Unione europea – e in cui il mercato agisce quale co-produttore di regolazione, la giurisprudenza è sollecitata a una profonda rielaborazione delle categorie giuridiche tradizionali. Si profilano esigenze nuove, dallo sviluppo di una “ermeneutica digitale” – volta a decifrare linguaggi giuridico-tecnici ibridi e concetti fluidi e polisemici quali blockchain, smart contract e token – sino alla modulazione di una “diligenza tecno-sensibile” per l’homo technologicus, essenziale affinché la responsabilità sia correlata alla sofisticazione di strumenti e prassi. Parallelamente, emerge una funzione di “vigilanza sostanziale” delle Corti, tesa a contrastare derive opportunistiche – quali il greenwashing – e a verificare la coerenza tra governance dichiarata ed effettiva, anche attraverso la rimodulazione della business judgment rule. L’universalità di queste sfide genera una significativa convergenza metodologica tra le tradizioni di common law e civil law, propedeutica alla costruzione di un diritto coerente e transnazionale, fondato sull’ineludibile mediazione di una giurisprudenza a sua volta globalizzata.
Direttrici attuali e prospettive del diritto commerciale: il contributo della giurisprudenza nell’epoca della sostenibilità, della tecnicizzazione e della globalizzazione delle dinamiche economiche
L. Miotto
2025-01-01
Abstract
Il contributo si propone di tracciare un quadro del ruolo evolutivo della giurisprudenza nel diritto commerciale contemporaneo, plasmato dalle dinamiche interconnesse della sostenibilità, della tecnicizzazione e della globalizzazione. In un contesto caratterizzato da fluidità normativa e accelerazione economica, dove coesistono approcci regolatori divergenti – dall’atteggiamento di wait and see dell’ordinamento statunitense alla marcata urgenza normativa dell’Unione europea – e in cui il mercato agisce quale co-produttore di regolazione, la giurisprudenza è sollecitata a una profonda rielaborazione delle categorie giuridiche tradizionali. Si profilano esigenze nuove, dallo sviluppo di una “ermeneutica digitale” – volta a decifrare linguaggi giuridico-tecnici ibridi e concetti fluidi e polisemici quali blockchain, smart contract e token – sino alla modulazione di una “diligenza tecno-sensibile” per l’homo technologicus, essenziale affinché la responsabilità sia correlata alla sofisticazione di strumenti e prassi. Parallelamente, emerge una funzione di “vigilanza sostanziale” delle Corti, tesa a contrastare derive opportunistiche – quali il greenwashing – e a verificare la coerenza tra governance dichiarata ed effettiva, anche attraverso la rimodulazione della business judgment rule. L’universalità di queste sfide genera una significativa convergenza metodologica tra le tradizioni di common law e civil law, propedeutica alla costruzione di un diritto coerente e transnazionale, fondato sull’ineludibile mediazione di una giurisprudenza a sua volta globalizzata.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
MIOTTO Direttrici attuali e prospettive del diritto commerciale.pdf
non disponibili
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Non pubblico
Dimensione
1.48 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.48 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


