L’articolo indaga l’opposizione alla retorica del conflitto nelle opere di Luigi Meneghello secondo tre livelli differenti. In primo luogo, si prende in esame la rappresentazione e la demistificazione della retorica di stampo fascista, assimilata dai bambini mediante canti, libri e indottrinamento scolastico. La seconda parte è dedicata alla reazione contro la retorica dell’esperienza partigiana, che è narrata invece con ironia e understatement nei Piccoli maestri; infine, vi è il rifiuto da parte di Meneghello della narrazione della Resistenza all’insegna di una nuova retorica, con l’obiettivo di fornire un resoconto veritiero di quel periodo: un approccio antieroico che ha determinato l’iniziale fraintendimento del romanzo.
«Non eravamo mica buoni, a fare la guerra». L’opposizione alla retorica del conflitto in Luigi Meneghello
Donazzan Francesca
2022-01-01
Abstract
L’articolo indaga l’opposizione alla retorica del conflitto nelle opere di Luigi Meneghello secondo tre livelli differenti. In primo luogo, si prende in esame la rappresentazione e la demistificazione della retorica di stampo fascista, assimilata dai bambini mediante canti, libri e indottrinamento scolastico. La seconda parte è dedicata alla reazione contro la retorica dell’esperienza partigiana, che è narrata invece con ironia e understatement nei Piccoli maestri; infine, vi è il rifiuto da parte di Meneghello della narrazione della Resistenza all’insegna di una nuova retorica, con l’obiettivo di fornire un resoconto veritiero di quel periodo: un approccio antieroico che ha determinato l’iniziale fraintendimento del romanzo.| File | Dimensione | Formato | |
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