Il saggio interpreta l’architettura di Alejandro de la Sota attraverso il modo di dire invertito “Dar liebre por gato”, ridefinendo l’inganno come strategia produttiva di ironia. Mentre l’espressione tradizionale indica la sostituzione di un bene di qualità inferiore con uno superiore, l’opera di Sota mette in atto il contrario: edifici che appaiono austeri e sobri dal punto di vista materico rivelano, a un esame più attento, un elevato grado di raffinatezza concettuale, tecnica e metodologica. Questa «inversione semantica» non funziona come inganno, ma come dissimulazione deliberata, una riduzione della forma che intensifica anziché sminuire il contenuto intellettuale. L’ironia emerge come strumento cognitivo e operativo, che consente di mantenere una distanza critica dalle convenzioni pur preservando rigore e chiarezza. Concepita come una forma di gioco intellettuale, l’architettura per Sota combina la precisione con un sottinteso senso di divertimento, trasformando la complessità in apparente semplicità. La pratica della caricatura – centrale nella sua attività artistica di una vita – offre un quadro metodologico parallelo basato sulla selezione, la sintesi e l’eliminazione del superfluo. Lungi dall’essere un’esagerazione, la caricatura diventa uno strumento di conoscenza che rivela la struttura essenziale del suo soggetto, un processo trasferibile alla progettazione architettonica. Attraverso opere chiave quali il Gobierno Civil di Tarragona, la Clesa e la Palestra Maravillas, il saggio dimostra come Sota impieghi l’ironia come pratica disciplinata di sottrazione, sfidando la rappresentazione istituzionale e la retorica formale. In definitiva, il suo approccio integra arte, scienza e musica in una grammatica progettuale coerente, in cui l’ironia opera come principio etico e metodologico, sostenendo un equilibrio tra ordine e libertà e producendo un’architettura dalla complessità nascosta dietro un’apparente semplicità. The paper interprets Alejandro de la Sota’s architecture through the inverted idiom “Dar liebre por gato”, reframing deception as a productive strategy of irony. While the traditional expression denotes the substitution of a lower-quality good for a superior one, Sota’s work enacts the opposite: buildings that appear austere and materially restrained reveal, upon closer inspection, a high degree of conceptual, technical, and methodological sophistication. This ‘semantic inversion’ functions not as deception but as deliberate dissimulation, a reduction of form that intensifies rather than diminishes intellectual content. Irony emerges as a cognitive and operative device, enabling a critical distance from conventions while preserving rigor and clarity. Conceived as a form of intellectual play, architecture for Sota combines precision with an underlying sense of enjoyment, transforming complexity into apparent simplicity. The practice of caricature – central to his lifelong artistic activity – offers a parallel methodological framework based on selection, synthesis, and the elimination of the superfluous. Far from exaggeration, caricature becomes a tool of knowledge that reveals the essential structure of its subject, a process transferable to architectural design. Through key works such as the Gobierno Civil in Tarragona, the Clesa, and the Maravillas Gymnasium, the paper demonstrates how Sota employs irony as a disciplined practice of subtraction, challenging institutional representation and formal rhetoric. Ultimately, his approach integrates art, science, and music into a coherent design grammar, where irony operates as an ethical and methodological principle, sustaining a balance between order and freedom and producing an architecture of concealed complexity behind apparent simplicity.
“Dar liebre por gato”. Alejandro de la Sota e l’esercizio dell’ironia
Claudia Pirina
2026-01-01
Abstract
Il saggio interpreta l’architettura di Alejandro de la Sota attraverso il modo di dire invertito “Dar liebre por gato”, ridefinendo l’inganno come strategia produttiva di ironia. Mentre l’espressione tradizionale indica la sostituzione di un bene di qualità inferiore con uno superiore, l’opera di Sota mette in atto il contrario: edifici che appaiono austeri e sobri dal punto di vista materico rivelano, a un esame più attento, un elevato grado di raffinatezza concettuale, tecnica e metodologica. Questa «inversione semantica» non funziona come inganno, ma come dissimulazione deliberata, una riduzione della forma che intensifica anziché sminuire il contenuto intellettuale. L’ironia emerge come strumento cognitivo e operativo, che consente di mantenere una distanza critica dalle convenzioni pur preservando rigore e chiarezza. Concepita come una forma di gioco intellettuale, l’architettura per Sota combina la precisione con un sottinteso senso di divertimento, trasformando la complessità in apparente semplicità. La pratica della caricatura – centrale nella sua attività artistica di una vita – offre un quadro metodologico parallelo basato sulla selezione, la sintesi e l’eliminazione del superfluo. Lungi dall’essere un’esagerazione, la caricatura diventa uno strumento di conoscenza che rivela la struttura essenziale del suo soggetto, un processo trasferibile alla progettazione architettonica. Attraverso opere chiave quali il Gobierno Civil di Tarragona, la Clesa e la Palestra Maravillas, il saggio dimostra come Sota impieghi l’ironia come pratica disciplinata di sottrazione, sfidando la rappresentazione istituzionale e la retorica formale. In definitiva, il suo approccio integra arte, scienza e musica in una grammatica progettuale coerente, in cui l’ironia opera come principio etico e metodologico, sostenendo un equilibrio tra ordine e libertà e producendo un’architettura dalla complessità nascosta dietro un’apparente semplicità. The paper interprets Alejandro de la Sota’s architecture through the inverted idiom “Dar liebre por gato”, reframing deception as a productive strategy of irony. While the traditional expression denotes the substitution of a lower-quality good for a superior one, Sota’s work enacts the opposite: buildings that appear austere and materially restrained reveal, upon closer inspection, a high degree of conceptual, technical, and methodological sophistication. This ‘semantic inversion’ functions not as deception but as deliberate dissimulation, a reduction of form that intensifies rather than diminishes intellectual content. Irony emerges as a cognitive and operative device, enabling a critical distance from conventions while preserving rigor and clarity. Conceived as a form of intellectual play, architecture for Sota combines precision with an underlying sense of enjoyment, transforming complexity into apparent simplicity. The practice of caricature – central to his lifelong artistic activity – offers a parallel methodological framework based on selection, synthesis, and the elimination of the superfluous. Far from exaggeration, caricature becomes a tool of knowledge that reveals the essential structure of its subject, a process transferable to architectural design. Through key works such as the Gobierno Civil in Tarragona, the Clesa, and the Maravillas Gymnasium, the paper demonstrates how Sota employs irony as a disciplined practice of subtraction, challenging institutional representation and formal rhetoric. Ultimately, his approach integrates art, science, and music into a coherent design grammar, where irony operates as an ethical and methodological principle, sustaining a balance between order and freedom and producing an architecture of concealed complexity behind apparent simplicity.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
2026_engramma n237.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Creative commons
Dimensione
1.44 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.44 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


