Il contributo prende in esame i primi decenni dell'opera di Pavle Merkù (1927-2014), slavista e slovenista, compositore e violinista, responsabile e collaboratore dei programmi RAI, emittente slovena, di Trieste, membro corrispondente dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti di Lubiana dal 1985. E' precursore di un’epoca di studi che, dedicati in particolare all’esplorazione della comunità di lingua slovena in Italia, si rivelano di elevato valore scientifico nonché simbolico, grazie all’approccio interdisciplinare adottato. Armonizzando infatti le conoscenze in ambito etnografico (etnomusicologico) e linguistico (dialettologico) l’intellettuale triestino Pavle Merkù dagli anni Sessanta realizza un’ampia campagna di ricerca sul campo i cui risultati, in un’ottica molto innovativa, sono puntualmente messi a disposizione del pubblico specialistico sloveno, italiano e internazionale. Di estrema rilevanza, sul piano sia contenutistico che metodologico, appare l’opera intitolata Le tradizioni popolari degli sloveni in Italia, pubblicata nel 1976 in sloveno e italiano in cui, per la prima volta, assistiamo alla rappresentazione dell’intera area linguistica slovena in Italia, da Muggia a Fusine, sotto l’aspetto della documentazione etnografica oltre che linguistica. Dai numerosi studi dedicati alla Benecia e a Resia, come pure dagli scritti in forma diaristica o di riflessione sulla propria opera, menzioniamo gli emblematici libretti intitolati Poslušam (1983) e Pajčevina in kruh (1987), emerge la propensione e l’acuta capacità dello studioso sul campo di osservare una condizione sociolinguistica molto complessa e il patrimonio culturale immateriale che Pavle Merkù non smise mai di contemplare, soprattutto nelle Valli del Torre.
Pavle Merkù e le tradizioni popolari degli sloveni in Italia
DAPIT R.
2025-01-01
Abstract
Il contributo prende in esame i primi decenni dell'opera di Pavle Merkù (1927-2014), slavista e slovenista, compositore e violinista, responsabile e collaboratore dei programmi RAI, emittente slovena, di Trieste, membro corrispondente dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti di Lubiana dal 1985. E' precursore di un’epoca di studi che, dedicati in particolare all’esplorazione della comunità di lingua slovena in Italia, si rivelano di elevato valore scientifico nonché simbolico, grazie all’approccio interdisciplinare adottato. Armonizzando infatti le conoscenze in ambito etnografico (etnomusicologico) e linguistico (dialettologico) l’intellettuale triestino Pavle Merkù dagli anni Sessanta realizza un’ampia campagna di ricerca sul campo i cui risultati, in un’ottica molto innovativa, sono puntualmente messi a disposizione del pubblico specialistico sloveno, italiano e internazionale. Di estrema rilevanza, sul piano sia contenutistico che metodologico, appare l’opera intitolata Le tradizioni popolari degli sloveni in Italia, pubblicata nel 1976 in sloveno e italiano in cui, per la prima volta, assistiamo alla rappresentazione dell’intera area linguistica slovena in Italia, da Muggia a Fusine, sotto l’aspetto della documentazione etnografica oltre che linguistica. Dai numerosi studi dedicati alla Benecia e a Resia, come pure dagli scritti in forma diaristica o di riflessione sulla propria opera, menzioniamo gli emblematici libretti intitolati Poslušam (1983) e Pajčevina in kruh (1987), emerge la propensione e l’acuta capacità dello studioso sul campo di osservare una condizione sociolinguistica molto complessa e il patrimonio culturale immateriale che Pavle Merkù non smise mai di contemplare, soprattutto nelle Valli del Torre.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


