In questo articolo si analizza il modo di costruire visioni strategiche del territorio da parte delle istituzioni di governo regionale. L’analisi delle visioni strategiche, infatti, in relazione alla natura sempre più integrata ed al contempo decentrata che assumono le politiche socio-economiche e territoriali, suscita l’interesse, oltre che degli analisti delle politiche pubbliche in generale, anche di analisti e pianificatori territoriali e regionali. La questione teorico-metodologica che si pone riguarda i criteri minimi da definire e adottare, ai fini della costruzione di visioni strategiche, quando si operi nel dominio pubblico e nel contesto di obiettivi di competitività, sostenibilità e coesione di matrice europea. La visione strategica del territorio regionale (VSR) fatta propria dalla Regione Friuli Venezia Giulia nel periodo 2003-2008 si nutre, in particolare, di quella che si può definire la “cultura dell’innovazione” che si è andata consolidando di pari passo con l’adozione di retoriche (propugnate da “padri spirituali” quali Porter, Negroponte, De Bono ecc.) relative alla realtà dei processi socio-economici alla scala globale, al ruolo del sapere tecno-scientifico, all’importanza giocata dall’azione sinergica, creativa (e altro ancora). Questo caso suscita una attenzione particolare, da parte degli studiosi, non solo perché si tratta di una “visione da manuale”, secondo i canoni “costruttivistici”, ma anche perché, nel corso di pochi anni, è stata tentata una implementazione, della stessa, a vasto raggio ed in profondità nel territorio regionale. Nell’articolo si cercherà di mettere in evidenza, in particolare, tre aspetti della VSR: la natura spiccatamente selettiva e settoriale che la caratterizza; il carattere assai controverso delle teorie economico-spaziali su cui si fonda; i meccanismi di inclusione/esclusione che genera in particolare nel processo della sua implementazione. Nelle conclusioni si sviluppano alcune considerazioni più generali relativamente al modo di intendere la costruzione ed implementazione delle visioni strategiche del territorio nel dominio pubblico.

“Chi non innova è perduto!”. Un’analisi critica della visione strategica di regione in Friuli Venezia Giulia / FABBRO S; SERAFINO L. - In: ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI. - ISSN 0004-0177. - STAMPA. - 93(2008), pp. 39-76.

“Chi non innova è perduto!”. Un’analisi critica della visione strategica di regione in Friuli Venezia Giulia

FABBRO, Sandro;
2008

Abstract

In questo articolo si analizza il modo di costruire visioni strategiche del territorio da parte delle istituzioni di governo regionale. L’analisi delle visioni strategiche, infatti, in relazione alla natura sempre più integrata ed al contempo decentrata che assumono le politiche socio-economiche e territoriali, suscita l’interesse, oltre che degli analisti delle politiche pubbliche in generale, anche di analisti e pianificatori territoriali e regionali. La questione teorico-metodologica che si pone riguarda i criteri minimi da definire e adottare, ai fini della costruzione di visioni strategiche, quando si operi nel dominio pubblico e nel contesto di obiettivi di competitività, sostenibilità e coesione di matrice europea. La visione strategica del territorio regionale (VSR) fatta propria dalla Regione Friuli Venezia Giulia nel periodo 2003-2008 si nutre, in particolare, di quella che si può definire la “cultura dell’innovazione” che si è andata consolidando di pari passo con l’adozione di retoriche (propugnate da “padri spirituali” quali Porter, Negroponte, De Bono ecc.) relative alla realtà dei processi socio-economici alla scala globale, al ruolo del sapere tecno-scientifico, all’importanza giocata dall’azione sinergica, creativa (e altro ancora). Questo caso suscita una attenzione particolare, da parte degli studiosi, non solo perché si tratta di una “visione da manuale”, secondo i canoni “costruttivistici”, ma anche perché, nel corso di pochi anni, è stata tentata una implementazione, della stessa, a vasto raggio ed in profondità nel territorio regionale. Nell’articolo si cercherà di mettere in evidenza, in particolare, tre aspetti della VSR: la natura spiccatamente selettiva e settoriale che la caratterizza; il carattere assai controverso delle teorie economico-spaziali su cui si fonda; i meccanismi di inclusione/esclusione che genera in particolare nel processo della sua implementazione. Nelle conclusioni si sviluppano alcune considerazioni più generali relativamente al modo di intendere la costruzione ed implementazione delle visioni strategiche del territorio nel dominio pubblico.
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