Questo saggio si concentra sulle due iscrizioni integrate all’interno di un affresco primotrecentesco, raffigurante l’Incontro fra un vivo e tre morti, visibile sulla controfacciata della chiesa di San Paolo a Poggio Mirteto (Rieti), e già studiato da un punto di vista filologico da Paolo D’Achille. Il saggio offre trascrizione, edizione, studio e commento delle due iscrizioni, riservando una particolare attenzione al richiamo penitenziale rivolto al vivo. Finora inedita a causa del pessimo stato di conservazione, che la rendeva difficile da decifrare, quest’iscrizione permette di restituire un dittico legato ancora, almeno in parte, al modello del Planctus Virginis cassinese in quartine di doppi quinari, e al tempo stesso testimone precoce della fortuna delle laude di Iacopone da Todi. Le due epigrafi, che mostrano tratti linguistici caratteristici dell’area in cui si conservano, sembrano dunque da inserire fra i documenti di quella «giuntura» culturale e letteraria fra Montecassino e l’Umbria osservata e analizzata per la prima volta, in studi di capitale importanza, da Ignazio Baldelli. / This essay focuses on two inscriptions that are in the early-fourteenth-century fresco on the counterfaçade of the church of San Paolo in Poggio Mirteto (Rieti), which represents the Meeting between the three Dead and a Living Man and was previously studied from a philological perspective by Paolo d’Achille. The essay offers a transcription, edition, study and commentary of the two inscriptions, devoting particular attention to the penitential call by the Dead to the Living. Previously unpublished due to its very poor conditions, which made it difficult to decipher, the inscription reveals that the Poggio Mirteto dialogue between the Dead and the Living is indebted to the model of the Planctus Virginis from Montecassino, in quatrains of double pentasyllables, but also gives evidence of the early success of Iacopone da Todi’s Laude. The two inscriptions, which show typical linguistic features of the area, are thus to be considered as a document of the cultural and literary links between Montecassino and the Umbria region, which were first observed and analyzed by Ignazio Baldelli in his ground-breaking studies.

Le due epigrafi poetiche in volgare della chiesa di San Paolo a Poggio Mirteto (inizio del secolo XIV)

Francesco Giancane
2015

Abstract

Questo saggio si concentra sulle due iscrizioni integrate all’interno di un affresco primotrecentesco, raffigurante l’Incontro fra un vivo e tre morti, visibile sulla controfacciata della chiesa di San Paolo a Poggio Mirteto (Rieti), e già studiato da un punto di vista filologico da Paolo D’Achille. Il saggio offre trascrizione, edizione, studio e commento delle due iscrizioni, riservando una particolare attenzione al richiamo penitenziale rivolto al vivo. Finora inedita a causa del pessimo stato di conservazione, che la rendeva difficile da decifrare, quest’iscrizione permette di restituire un dittico legato ancora, almeno in parte, al modello del Planctus Virginis cassinese in quartine di doppi quinari, e al tempo stesso testimone precoce della fortuna delle laude di Iacopone da Todi. Le due epigrafi, che mostrano tratti linguistici caratteristici dell’area in cui si conservano, sembrano dunque da inserire fra i documenti di quella «giuntura» culturale e letteraria fra Montecassino e l’Umbria osservata e analizzata per la prima volta, in studi di capitale importanza, da Ignazio Baldelli. / This essay focuses on two inscriptions that are in the early-fourteenth-century fresco on the counterfaçade of the church of San Paolo in Poggio Mirteto (Rieti), which represents the Meeting between the three Dead and a Living Man and was previously studied from a philological perspective by Paolo d’Achille. The essay offers a transcription, edition, study and commentary of the two inscriptions, devoting particular attention to the penitential call by the Dead to the Living. Previously unpublished due to its very poor conditions, which made it difficult to decipher, the inscription reveals that the Poggio Mirteto dialogue between the Dead and the Living is indebted to the model of the Planctus Virginis from Montecassino, in quatrains of double pentasyllables, but also gives evidence of the early success of Iacopone da Todi’s Laude. The two inscriptions, which show typical linguistic features of the area, are thus to be considered as a document of the cultural and literary links between Montecassino and the Umbria region, which were first observed and analyzed by Ignazio Baldelli in his ground-breaking studies.
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